milano-sanremo

Vincere la Milano-Sanremo non è mai facile, vincerla con tutti i favori del pronostico appare un’impresa ancor più ardua. Julian Alaphilippe riesce nell’intento e, tagliando per primo il traguardo di Via Roma, diventa il nuovo re della Classicissima di primavera, giunta all’edizione numero 110.

Che ci si trovi davanti ad un talento purissimo è noto oramai da tempo, ma è da un anno a questa parte che l’ascesa inarrestabile di Alaphilippe nel gotha del ciclismo è sotto gli occhi di tutti: nell’aprile 2018 il successo alla Freccia Vallone, poi a luglio il Tour de France concluso con due vittorie di tappa e la conquista della maglia a pois.

In questo 2019 è la Campagna d’Italia a segnare la sua definitiva consacrazione: in appena due settimane arrivano l’affermazione alla Strade Bianche, poi due splendide frazioni alla Tirreno-Adriatico ed infine la straordinaria perla della Sanremo, condotta con una lucidità disarmante.

Dopo 270 km di corsa che poche emozioni hanno prodotto, se non il ricordo delle belle azioni di Fausto Masnada (in fuga sin dalla prima ora) prima e di Niccolò Bonifazio (gettatosi giù in discesa alla Cipressa) poi, è sul Poggio che si decide tutto: proprio il francese porta via di forza un gruppetto, sul quale rientrano altri atleti – dodici in totale – che vanno a giocarsi la vittoria.

Ci sono velocisti di caratura mondiale come il tre volte campione del mondo Peter Sagan o il campione europeo Matteo Trentin, e ci sono anche l’attuale iridato Alejandro Vaverde o l’ex vincitore Michal Kwiatkowski, ma alla fine è lui a sprintare in maniera vincente: la gloria è di Alaphilippe, che commosso abbraccia e ringrazia uno ad uno i suoi compagni.

Per la Francia si tratta di un successo storico: è la seconda Classica-Monumento consecutiva dopo Il Lombardia conquistato da Thibaut Pinot lo scorso ottobre. È il risveglio dei cugini dopo anni di dormiveglia, mentre per l’Italia il migliore risulta essere ancora una volta Vincenzo Nibali, il trionfatore di dodici mesi fa: ottavo lo Squalo, decimo il già citato Matteo Trentin, che sciupa parte delle sue energie in un improbo attacco poco prima dell’ultimo chilometro.

Loading...