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Dopo le clamorose dimissioni di ieri, salgono le quotazioni di Antonio Conte per il ruolo di nuovo allenatore della Nazionale. Se ben ricordate già qualche settimana fa, subito dopo il fallimento Prandelliano, si era parlato di un ipotetico doppio incarico fino alla scadenza del contratto con la sua ormai ex Juventus. Superato dunque questo scoglio, restano da capire le reali intenzioni del tecnico, il quale per ora prende tempo e attende proposte, per fare nuove esperienze in un top club europeo. Nel frattempo il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi, candidato in pole position alla successione di Giancarlo Abete alla guida della Federcalcio, intervistato da Rtl 102.5, ha spezzato una lancia in favore di Conte, secondo lui dotato delle caratteristiche tecniche e caratteriali per il nuovo progetto Italia, e ha sottolineato come si parta spesso e volentieri dal nome e cognome per la scelta dell’allenatore, e non da quello che dovrebbe essere e dovrebbe fare, perdendo di vista così il progetto tecnico.

Dietro queste dichiarazioni possiamo scorgere anche una certa propaganda elettorale, ma senza dubbio sono condivisibili. Passiamo dunque ad analizzare i Pro e i Contro di questa possibile nomina del tecnico leccese in qualità di nuovo ct degli Azzurri. Dopo un Mondiale del genere si avverte la necessità di aprire un nuovo ciclo con un importante progetto tecnico alle spalle e Conte, capace di riportare la squadra bianconera al successo dopo Calciopoli, avendo vinto gli ultimi tre scudetti e due Supercoppe, sembra offrire garanzie importanti. Inoltre il tecnico, che già dai tempi dell’Arezzo ha sempre saputo instaurare rapporti molto forti con i propri giocatori, conosce ormai pregi e difetti di molti degli attuali azzurri bianconeri, anche se a dire il vero tutti membri della vecchia guardia e non più giovanissimi, e con il suo carattere potrebbe contribuire alla crescita dal punto di vista umano di Mario Balotelli, mettendolo finalmente nelle condizioni migliori per rendere da fuoriclasse.

Ma passiamo ora ai dubbi sul possibile nuovo ct della Nazionale. La Juventus in questi anni vincenti non sempre ha espresso un calcio particolarmente convincente, o meglio ha espresso un calcio sicuramente pragmatico ma qualitativamente inferiore ad esempio rispetto alla Fiorentina di Vincenzo Montella. Nell’ultima stagione sicuramente i bianconeri sono cresciuti ma soprattutto grazie agli innesti e ai gol di Tevez e Llorente, alla crescita di Paul Pogba, e alla conferma di Arturo Vidal, tutti giocatori non italiani. Non dobbiamo dimenticarci però di come quella struttura poggiasse su una solidità difensiva notevole, impostata sui 3/5 dell’attuale difesa azzurra. Passiamo al modulo, il 3-5-2, per i più, e a dire il vero secondo noi anche per lo stesso Conte, il responsabile dei risultati poco esaltanti della Vecchia Signora nelle Coppe Europee. Il tecnico avrebbe voluto modificarlo o forse svilupparlo alla guida della sua ormai ex squadra, ma non gli è stata data la possibilità, gli esterni non sono arrivati e prontamente sono arrivate le dimissioni, chissà se potrà farlo alla guida della Nazionale. Non ci resta che aspettare i prossimi sviluppi.