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In questi ultimi anni l’atletica leggera ha dovuto fare i conti con tanti problemi legati al doping. La Federazione Europea di quello che è lo sport olimpico per eccellenza ha pensato, perciò, ad una drastica soluzione per resettare tutte le prestazioni quantomeno dubbie, ma che finirebbe per coinvolgere anche tanti atleti puliti: cancellare tutti i record continentali finora registrati e ripartire da zero.

Tutti i primati fatti segnare prima del 2005, data spartiacque per l’adozione di criteri più trasparenti, verrebbero archiviati in una sorta di Hall of Fame, affiancati negli almanacchi da quelli recenti, ottenuti rispettando i nuovi rigidi parametri stabiliti su scala internazionale. Per essere riconosciuti tali, i nuovi record dovrebbero rispettare elevati standard per quanto concerne giudici di gara e
attrezzature tecniche; un numero concordato di test antidoping nei mesi precedenti alla prestazione; un campione da archiviare per eventuali controlli nei successivi dieci anni.

La proposta nasce con l’intento di nascondere quegli imbarazzanti primati – alcuni dei quali ancora oggi imbattuti – di atleti dell’est che tra gli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta divennero protagonisti di prestazioni sovrumane. E proprio un’esponente di quella scuola, la tedesca Ines Geipel, specialista della velocità e del lungo, plaude alla proposta, ben sapendo che quei risultati furono raggiunti in modo per nulla trasparente.

Ma a farne le spese sarebbero grandi nomi che mai sono stati accostati ad una grave piaga come quella del doping. Per l’Italia si perderebbe l’unico primato che ancora ci appartiene: quello di Pietro Mennea ottenuto alle Universiadi di Città del Messico del 1979 sui 200 metri, corsi in 19″72. Ma il grande velocista azzurro non sarebbe il solo ad essere sacrificato. In alcuni casi, addirittura, il record europeo coincide con quello del mondo: pensiamo al britannico Jonathan Edwards, detentore del primato del salto triplo (18.29 metri saltati nel 1995), o dell’astista francese Renaud Lavillenie, che ha saltato 6.16 indoor nel 2014.

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