L’Arsenal fa il bis a Wembley dopo ottantacinque giorni dalla finale di FA Cup vinta contro l’Hull CIty, e sale a quota 13 nell’albo d’oro della Community Shield.

Wenger schiera una formazione votata all’attacco, proponendo Sanchez e Cazorla al fianco di Sanogo e un centrocampo giovane e di qualità, dove spiccano Ramsey e Wilshere.
Pellegrini sceglie l’ex Malaga Caballero al posto di Hart, beccato dalle telecamere a mangiare una barretta di cioccolato in panchina, e deve far fronte a molte assenze (8 fra ferie mondiali e infortuni). Si affida all’ex Porto Fernando e all’onnipresente Yaya Tourè per arginare la rapidità dei Gunners a centrocampo.

Fin dalle prime battute si capisce che i londinesi fanno sul serio: possesso palla, accelerazioni, transizioni rapide da una zona all’altra del campo. Nastasic e Boyata sono costantemente sotto pressione, il City arranca e chiude la prima frazione di gioco in svantaggio per 2-0, capitolando sul sinistro in diagonale di Cazorla e la botta imparabile da dentro l’area del gallese Ramsey.
Nella ripresa gli uomini di Pellegrini provano a ribaltare il risultato, ma mancano di convinzione e lucidità. Dzeko e Kolarov bisticciano e Silva, subentrato al posto di un irriconoscibile Nasri, non riesce a far cambiare ritmo ai suoi.
Wenger sostituisce l’intraprendente Sanchez e Sanogo con Chamberlain e Giroud. L’Arsenal ha il match in pugno, controlla agevolmente la reazione dei Citizens e al 61° chiude la pratica con una magia di sinistro dal limite dell’area del neo entrato Giroud.

Wenger solleva il primo trofeo stagionale e può ben sperare per la conquista della Premier League che manca ormai da troppo tempo. I Gunners sono soliti partire alla grande per poi spegnersi lentamente nel finale di stagione. Puntellando la rosa con innesti di esperienza e caratura internazionale (Khedira) l’Arsenal può ambire al titolo di campione d’Inghilterra.
Difficile giudicare il City dopo questa batosta, ma le assenze e le caratteristiche fisiche di molti giocatori apparsi lenti e compassati sono un alibi concreto. I ragazzi di Pellegrini sapranno risollevarsi presto e lotteranno per il titolo come ogni stagione perché la qualità della rosa non è in discussione.

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