Finito anche questo campionato Europeo, gli azzurri tornano a casa con una medaglia al collo, anche se molti speravano in un metallo diverso. La sensazione di una squadra altalenante c’è sempre stata fin dalle prime partite del girone, compreso quel set un po’ troppo tirato contro una modesta Estonia. Buon inizio comunque con ottime prestazioni in tutti i reparti, fino allo stop contro la Francia che è poi andata a prendersi la medaglia d’oro, tornando a dimostrare un grandissimo stato di forma dopo la vittoria storica della World League.

La sconfitta al tie break contro la Francia ci ha tutt’altro che abbassato il morale. Il giorno dopo gli azzurri di Blengini hanno asfaltato letteralmente la Russia campione in carica per 3 set a 0, in una partita senza storia dominata in ogni settore. Nel frattempo, sull’altro fronte avanzava inesorabilmente una squadra finora rimasta dietro le quinte del panorama europeo. La Slovenia manda a casa nazioni iridate come l’Olanda e la Polonia campione in carica e vola in semifinale proprio contro l’Italia dove vince per 3 set a 1. Il Giangio ha creato in poco tempo una sorta di miracolo pallavolistico mettendo a punto una squadra tutt’altro che modesta che torna meritatamente a casa con una bella medaglia d’argento al collo, facendo un po’ troppi errori di gioventù in finale contro una Francia cannibale.

Tornando a noi, c’è sicuramente tanto rammarico in quella semifinale persa, ma la consapevolezza è quella che siamo stati messi in condizione di non giocare bene come avremmo potuto, da una Slovenia che oltre ad averci studiato minuziosamente, ha sfoderato la prestazione della vita con pochissimi errori e grande efficacia. Secondo quindi il trend dimostrato in questo Europeo di brutta/bella partita, alla Bulgaria padrona di casa sarebbe toccata l’Italia letale che c’era stata all’inizio e contro la Russia, e così è stato. Per quanto sulle facce e sulle gambe di ogni giocatore si percepiva tanta stanchezza, gli azzurri sono tornati a giocare un buonissimo livello, a mio parere nemmeno il massimo di quello che potenzialmente potrebbero fare e che hanno in parte dimostrato contro la Russia.

Torniamo a casa con il terzo posto, uno zar Zaytsev premiato come miglior opposto della competizione e un diciannovenne Giannelli con il premio di miglior alzatore. Rammarico? Insoddisfazione? Delusione per aver perso la semifinale contro la finora sconosciuta Slovenia? Io dico di no. Si è ripetuto spesso che questa medaglia d’oro manca all’Italia dal 2005. Sarebbe stata una buona occasione per tornare ad indossarla, questo è vero, specie dopo l’ottimo secondo posto alla Coppa del Mondo che ci ha assicurato la partecipazione a Rio. Ma non perché ci chiamiamo Italia non possiamo perdere contro chi sulla carta è peggiore di noi. La carta non esiste, esistono i fatti che si realizzano su un campo. E questi fatti dicono che la Slovenia ha giocato meglio di noi e che ha meritato la finale, così come la Francia ha meritato di vincerla.

Torniamo a casa a testa alta con il bronzo e con tanta voglia di migliorare perché tutti conosciamo il nostro potenziale. Abbiamo imparato una grande lezione di umiltà da una squadra che senza santi in paradiso ci ha battuto e questo ci ha fatto capire che la costanza nel gioco è stato ciò che di più è mancato. Se dovessi dare un voto a questa Italia, darei un 7 e mezzo, e i motivi sono tutti quelli che abbiamo già elencato. Niente rammarico, solo la speranza che al prossimo evento importante si possa diventare i primi della classe.
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