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Dopo due mesi di rincorsa, il sogno diventa realtà: Fabio Fognini approda per la prima volta in carriera nella top ten del ranking atp, diventando il terzo giocatore italiano a riuscirci.

Le porte alla top ten mondiale si erano inevitabilmente aperte con la vittoria al Masters 1000 di Monte-Carlo, che aveva indubbiamente proiettato il tennista azzurro in un’altra e più ampia dimensione. Bastavano ancora poche centinaia di punti per raggiungere l’obiettivo: sfuggito a Madrid e soprattutto a Roma, dove il pubblico del Foro Italico lo attendeva con trepidazione, ecco giungere l’appuntamento con il Roland Garros, secondo Slam della stagione, di scena sulla terra battuta della capitale francese.

Bisogna dire che a Parigi le cose non vanno egregiamente, dal momento che, agli ottavi di finale, Fognini vede la strada sbarrata da un ottimo Alexander Zverev. Occorreva una sconfitta di Stanislas Wawrinka prima dell’ultimo atto per poter sperare in un sorpasso in classifica nei confronti di chi lo precedeva. E a porre fine alla rincorsa dello svizzero ci ha pensato un altro ben più quotato elvetico, Roger Federer, che ha conquistato il pass per la semifinale dove incontrerà Rafael Nadal.

Uscito di scena Wawrinka, Fognini può festeggiare: è ufficialmente tra i primi dieci giocatori del mondo. Prima di lui, c’erano riusciti, tra i nostri connazionali, soltanto sei giocatori, tre dei quali nell’era antecedente a quella Open: si tratta di Nicola Pietrangeli (numero #3 nel 1959/60), Uberto De Morpungo (8 nel 1930), Giorgio De Stefani (9 nel 1934), Adriano Panatta (4 nel 1976) e Corrado Barazzutti (7 nel 1978).

Cosa potrà fare ora il trentunenne marito di Flavia Pennetta? Per il suo mentore Corrado Barazzutti, capitano della nazionale italiana, può arrivare molto lontano perché – spiega – quando gioca come sa, è in grado di poter competere con i più forti giocatori al mondo, dal momento che la vittoria monegasca gli ha conferito una serenità e una consapevolezza di sé sconosciute prima.

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