La storia del tennis deve essere riscritta per l’ennesima volta e ad aggiornare record e almanacchi è sempre lui, Roger Federer, che in un colpo solo coglie il 97° titolo in carriera, il Masters 500 di Rotterdam, e soprattutto la prima posizione del ranking atp, a cinque anni di distanza dall’ultima volta.

Non era nei programmi dello svizzero la partecipazione al torneo olandese, ma il piatto offerto era succulento, imperdibile: con soli cinquanta punti di ritardo in classifica da Rafa Nadal, c’era la possibilità di concretizzare quanto di meraviglioso fatto nell’ultimo anno, in cui ha portato a casa tre Slam su quattro disputati, ritornando sul tetto del mondo.

Gli sarebbe bastato arrivare fino in semifinale, ma l’asso elvetico ha voluto fare di più: sconfitto al terzultimo atto il tennista di casa Robin Haase, si è sbarazzato del buon Andreas Seppi al penultimo turno ed infine si è preso gioco di Grigor Dimitrov in finale, battendo il bulgaro con il netto punteggio di 6262.

All’ABN AMRO World Tennis Tournament aveva già trionfato due volte, nel 2005 e nel 2012, ma stavolta è tutto più dolce, e non soltanto perché è il trofeo numero 97 in carriera, a meno tre dal quella fatidica tripla cifra. Tra poche ore il ranking sarà aggiornato e parlerà chiaro: Federer sarà nuovamente numero uno della classifica atp, a cinque anni dall’ultima volta (novembre 2012) e a quattordici dalla prima, arrivata il 2 febbraio 2004 al termine degli Australian Open vinti contro Marat Safin.

Cos’altro dire? A 36 anni il Re è il più vecchio tennista a raggiungere tale traguardo, superando Andre Agassi che c’era riuscito a trentatré anni. “E’ stata una settimana da sogno per me e per questo devo ringraziare tutti quanti”, le parole di Federer al momento della premiazione, dopo la quale riceve i complimenti unanimi da tutto il mondo dello sport, tennis e non solo.

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