merckx gimondi

“E quanta strada che verrà/ ma non mi avrai, io non mi staccherò/ Guarda la tua ruota e io ci sarò”. È in questi versi tratti da Gimondi e il Cannibale che Enrico Ruggeri condensa uno dei duelli più esaltanti dello sport, un’epopea ricca di ricordi, emozioni, suggestioni.

Era il 2000 quando il cantautore milanese produsse questo gioiello tratto dall’album L’uomo che vola, che divenne la sigla ufficiale del Giro d’Italia di quell’anno. Un gioiello che ci riporta indietro di quarant’anni, quando il ciclismo era dominato da quei due là, Felice Gimondi ed Eddy Merckx.

Un duello che sorrise spesso al campione belga – “Ancora più solo di prima/ C’è già il cannibale in cima/ Ed io che devo volare a prenderlo” – ma che ci regalò una memorabile immagine dell’atleta azzurro, capace di raggiungere risultati strabilianti malgrado l’ingombrante avversario.

Fu subito un predestinato, Felice, che in primis si aggiudicò il Tour de l’Avenir del 1964. L’anno dopo, all’esordio tra i professionisti, non solo colse un terzo posto al Giro d’italia, ma osò addirittura vestirsi di giallo a Parigi conquistando il Tour de France. Arrivarono anche tre Giri d’Italia (nove i podi complessivi), nonché una Vuelta a Espana: di fatto è uno dei sette corridori della storia capace di aggiudicarsi i tre Grand Tours.

E poi le Classiche: una Milano-Sanremo, una Parigi-Roubaix, due Lombardia, il Mondiale del 1973 a Barcellona. Un totale di 141 vittorie e una miriade di piazzamenti dietro colui che mai era intenzionato a lasciare qualcosa ai rivali.

Oggi Eddy è solo perché Felice ci ha lasciato. Il classe ’42 ha deciso di passare a miglior vita mente era in vacanza a Giardini Naxos, in Sicilia, lasciando la moglie, le due figlie e tanti che l’hanno sempre amato.

Commovente il pensiero del suo rivale di sempre: “Stavolta perdo io. Perdo prima di tutto un amico e poi l’avversario di una vita. […] È una grande perdita per il ciclismo. Mi vengono in mente tutte le lotte che abbiamo fatto insieme […] Un uomo come Gimondi non nasce tutti i giorni, con lui se ne va una fetta della mia vita. E’ stato tra i più grandi di sempre”.

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