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Flavia Pennetta e Alberto Contador, difficilmente dimenticheranno domenica 16 marzo 2014 e i giorni a seguire.

Lui, spagnolo che ama l’Italia, ha vinto la Tirreno-Adriatico diventando leader della classifica generale dopo due imprese sulle vette centro-italiche, strappando la Maglia Azzurra al giovane polacco Michal Kwiatkwoski che sul terribile muro di Guardiagrele è crollato e ha preso un distacco di oltre sei minuti.

Lei, italiana che ama la Spagna, ha vinto il torneo più importante della sua carriera nel singolare. Perché se nel doppio è stata numero uno e ha anche vinto uno slam, le mancava ancora un trofeo di peso da conquistare tutto da sola e lo ha ottenuto a Indian Wells, torneo WTA Premier Mandatory. Nel 2009 è stata la prima italiana a entrare tra le prime dieci tenniste al mondo, cinque anni dopo è protagonista di una nuova prima volta per il tennis italiano e questa sua vittoria va dritta dritta al fianco di quella di Francesca Schiavone al Roland Garros nel 2010.

Flavia Pennetta e Alberto Contador sono nati entrambi nel 1982, curiosamente l’anno del terzo Mondiale della Nazionale italiana di calcio, vinto in Spagna: lei il 25 febbraio, lui il 6 dicembre, ed entrambi sono stati dati per finiti poco meno di due anni fa.
Contador è stato squalificato e gli sono stati sottratti i titoli conquistati nel 2010 e 2011 (un Giro d’Italia e un Tour de France) perché trovato positivo al clenbuterolo. Il Tribunale dello Sport non ha creduto alla sua teoria della “contaminazione alimentare” e il ciclista ha vissuto il periodo più buio della sua carriera, anche se sulla bici è sempre stato lui, il Pistolero. Nel 2012 ha vinto la Vuelta, ma nel 2013 ha incontrato molte difficoltà nei grandi giri e ha cominciato a sentire la concorrenza delle nuove stelle come Chris Froome e Nairo Quintana.

Ma proprio il giovane colombiano negli ultimi giorni ha dovuto subire due lezioni consecutive alla Tirreno-Adriatico sia dal punto di vista fisico che sul piano tattico. Contador ha vinto, stravinto ed emozionato nella quarta e quinta frazione, due tappe che hanno riconciliato con il ciclismo e che hanno segnato la vera rinascita di questo campione che se resta in questa forma fino al Tour de France o addirittura la migliora, può far paura anche al miglior Froome e al miglior Nibali.

E che dire di Flavia Pennetta che aveva addirittura pensato di ritirarsi a causa dei problemi al polso? Si è dovuta operare, ha perso tantissime posizioni in classifica, scendendo al numero 166, poi è tornata, over 30, non più titolare in Fed Cup, ed è risalita fino a riportarsi al numero 12. Per la prima volta in carriera è arrivata in una semifinale di uno Slam, l’anno scorso a New York, e per la prima volta ha vinto un torneo WTA Premier battendo giocatrici con un ranking migliore del suo (incluse la numero 2 Na Li e la numero 3 Radwanska). Insomma, una nuova giovinezza che ha visto la brindisina non solo tornare in campo, ma anche più forte di prima.

Contador e Pennetta non solo di certo gli unici a essere rinati dopo i 30 anni e dopo periodi difficili (chiedere a Serena Williams o Roger Federer), ma questo preambolo di primavera è dedicato soprattutto a loro.

Morale della favola: la vita di uno sportivo può riservare straordinarie sorprese, anche in età longeva, quindi mai, assolutamente mai, dare per finito un grande campione.