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Un sorriso dopo il dramma: è quanto accaduto a Chris Froome, sfortunatissima vittima di un incidente in allenamento che gli costerà il prossimo Tour de France, ma capace di vincere – a tavolino – la Vuelta a Espana 2011.

Andiamo con ordine. È in programma la quarta tappa del Giro del Delfinato, una cronometro individuale a Roanne. In ricognizione sul percorso, cade rovinosamente a terra sbattendo contro un muro: tutta colpa di una folata di vento proprio nel momento in cui il corridore si trova alzate le mani dal manubrio per soffiarsi il naso.

Portato subito in eliambulanza all’ospedale di Saint Etienne, riceve una diagnosi davvero impietosa: frattura esposta del femore, del gomito e di alcune costole. Un vero e proprio dramma sportivo, che gli costa l’assalto al prossimo Tour de France, suo grande obiettivo stagionale.

Avrebbe voluto provare a conquistare la sua quinta maglia gialla, il keniano bianco del Team Ineos, ma dovrà rivedere i suoi piani e dare a tutti l’appuntamento al 2011. Operato nella notte, dovrà osservare un lungo periodo di convalescenza, ma siamo sicuri che, con la consueta tenacia che gli appartiene, tornerà alle corse più forte di prima, nonostante i suoi 35 anni.

Il giorno dopo, però, ecco il modo di trovare il sorriso. L’Unione Ciclistica Internazionale e Aso – Unipublic, società organizzatrice della Vuelta a Espana, gli assegnano a tavolino la vittoria alla Vuelta a Espana 2011. Era l’edizione in cui Froome salì alla ribalta e arrivò secondo pur lavorando da gregario per il capitano Bradley Wiggins del Team Sky.

A salire sul gradino più alto del podio fu lo spagnolo Juan Jose Cobo, che ora viene declassato per anomalie sul passaporto biologico. Doping, in pratica, e la conseguente esclusione dall’albo d’oro. La Vuelta 2011 diventa, così, il primo Grand Tour conquistato dal corridore britannico, due anni prima della maglia gialla al Tour. In Spagna vincerà una seconda volta nel 2017 davanti al nostro Vincenzo Nibali.

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