Ogni maratona è diversa dall’altra. E ognuna ha una storia da raccontare. Non sempre la storia è quella di chi vince. Spesso è una storia che ha dentro altre storie e altre facce. All’ultima maratona di Londra il viso di una leggenda, la forza di un etiope che ha riscritto la storia dell’atletica leggera, la sacralità di un “mostro” autore di 26 record mondiali, 4 campionati del mondo e 2 ori olimpici, ha oscurato tutti come un’eclissi. Il suo nome è Haile Gebrselassie. Oggi compie 41 anni ed è alla ricerca di un altro record da battere.

Il 18 aprile 1973 in Etiopia nasceva un uomo il cui modo di fare sport sarebbe riuscito a cambiare il mondo. L’immagine di Haile Gebrselassie che più rimane impressa è quel sorriso sulla bocca che emana un messaggio d’amore straordinario. Amore per la corsa, per lo sport ma anche per la libertà. “Sorrido perché sono uno sportivo – aveva affermato qualche tempo fa – Lo sport è nato per far felice la gente. Quando gareggio, quando corro, la gente è contenta di vedermi, ed io sono contento per questo. Se non fossi felice di farlo, non farei più sport, non farei più atletica. E mi dispiacerebbe. Sono felice e corro perché mi piace correre, tutto qui!

Lui sostiene che quando corre è felice e non nasconde ciò che prova. Haile Gebrselassie è l’emblema di un’Africa che risorge, di tanti suoi connazionali che dall’incontro con lo sport emergono dalle condizioni di povertà e diventano riferimenti positivi per l’intero continente, testimoni di una rivincita possibile attraverso l’impegno e il sacrificio. Gebre è un campione anche nel quotidiano: da sempre si è dedicato allo sviluppo dell’Etiopia, aiutando le giovani generazioni ad avere un’istruzione e una formazione lavorativa, contribuendo nella costruzione di scuole, impegnandosi verso i bambini orfani e malati di AIDS. Un punto di riferimento importantissimo nella sua vita è stato Nelson Mandela, di cui ha sposato a pieno i principi e l’amore verso il prossimo.

Domenica 13 aprile alla maratona di Londra ha deciso di fare la lepre. Una lepre di lusso. Una lepre piena di storia a cui gli organizzatori della Virgin Money London Marathon hanno voluto affidarsi per gestire il ritmo della gara nella speranza di scrivere nuovi record nel libro della corsa londinese. Gebre ha accompagnato i top runner fino al 15° km tenendo un ritmo altissimo, 2’58’’ al km. Wilson Kipsang (primatista mondiale), Stephen Kiprotich (campione mondiale e olimpico in carica), Tsegay Kebede (primo nell’edizione 2013), Geoffrey Mutai (primo alla maratona di NY 2013) e Mo Farah (campione mondiale e olimpico di 5mila e 10mila al suo debutto in maratona) hanno seguito il passo della lepre senza batter ciglio, hanno imitato quel movimento così naturale e proficuo che ha permesso a Haile Gebrselassie di diventare il “rivoluzionario” del mezzo fondo e il primo il primo uomo a correre una maratona sotto le due ore e quattro minuti (a Berlino nel 2008, 2h03’59”). Il primo ad arrivare al traguardo è stato Kipsang con il tempo di 2h04’29’’, nuovo record della maratona di Londra.

Il 4 maggio Haile Gebrselassie correrà la maratona di Amburgo, dove andrà all’attacco del record del mondo master di Anders Espinosa (2h08’46”). Tutto questo a 41 anni e sempre con lo stesso sorriso.

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