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Si è concluso nel segno di Richard Carapaz il Giro d’Italia 2019. Un risultato assolutamente a sorpresa, quella della Corsa Rosa numero 102, con la vittoria dell’ecuadoregno per nulla pronosticato alla vigilia, ma in grado di sovvertire le gerarchie sulla strada.

Ha indubbiamente meritato il successo finale, lo scalatore sudamericano, che tappa dopo tappa, specie in salita, ha saputo tener testa ai rivali più accreditati. Giornata decisiva, quella di Courmayeur, in cui, approfittando dell’eccessivo studiarsi tra Primoz Roglic e Vincenzo Nibali, ha avuto il via libera e ha guadagnato quei quasi tre minuti, rivelatisi poi decisivi per la conquista della maglia rosa.

I due già citati vanno a completare il podio. Il secondo posto può stare stretto allo Squalo della Bahrain Merida, ma è un risultato altamente importante perché si tratta dell’undicesimo podio ottenuto in un Grande Giro, a sole due lunghezze del record storico di Jacques Anquetil. È inoltre il sesto podio al Giro in altrettante partecipazioni: due primi, sue secondi e due terzi posti nel suo palmares.

In casa Italia sono giunte altre importantissime risposte. In primis da Giulio Ciccone, che non solo ha vinto la maglia azzurra come leader della classifica dei GPM sfuggitagli lo scorso anno all’ultima giornata, ma si è anche aggiudicato la tappa regina col Mortirolo e nelle ultime giornate è stato tra i migliori in assoluto, dimostrando che in un futuro non troppo lontano potrà a sua volta lottare per qualcosa di prestigioso.

Cinque le vittorie di tappa azzurre. Accanto a quella già citata dell’abruzzese, si aggiungono quella a sorpresa di Damiano Cima, quelle dei due gregari d’eccellenza Dario Cataldo e Cesare Benedetti ed infine quella di Fausto Masnada, esponente di una Androni Giocattoli – Sidermec che si è dimostrata una vera corazzata, a dispetto del suo status di Professional. Il corridore bergamasco, in particolare, ha fatto incetta di premi: primo a San Giovanni Rotondo, primo sulla Cima Coppi (Passo Manghen), primo nella classifica dei traguardi volanti e primo anche nella combattività generale.

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