Alzi la mano chi si sarebbe mai sognato di farlo. Chiedere scusa a Guarin, uno che fino a qualche settimana fa sembrava uno dei giocatori peggiori dell’Inter, sembrava più che una chimera un qualcosa di impossibile a prescindere. Eppure, gol alla mano, quel momento tanto sperato (ma nascosto dalla rabbia per troppo tempo) sembra essere arrivato. In verità in un modo inaspettato, forse anche paradossale, così come inaspettata e paradossale è stata l’avventura nerazzura vissuta dal colombiano fino ad oggi, con i suoi momenti si ed i suoi momenti no.

Perché Guarin fino a qualche mese fa si era praticamente perso. Chi non ricorda il retropassaggio sciagurato contro il Livorno nella parte finale dello scorso campionato, che di fatto fece arrivare ai ferri corti il colombiano, l’ex allenatore dell’Inter Mazzarri e la tifoseria. Un drammatico epilogo, di una pazza situazione cominciata nel freddo gelido di gennaio, quando chiunque sarebbe sceso in piazza pur di bloccarne la partenza, perché quello scambio con Vucinic proprio non si doveva fare, nonostante fosse un affare praticamente fatto.

E per la verità anche quest’anno non è che le cose con Mazzarri fossero andate meglio. Il campo erboso il Guaro lo vedeva a spicciolate e quando vi ci entrava incideva poco, quasi niente. Tutto fino a quando sulla panchina dell’Inter non è arrivato Mancini, che pur consapevole delle difficoltà del giocatore, ne bloccò la cessione a gennaio, piazzandolo addirittura nel terzetto titolare di centrocampo. E lì, nel ruolo il cui il sudamericano è nato calcisticamente, Guarin è rinato, tornando ad essere giaguaro. Corsa, grinta ma soprattutto gol, grappoli di gol. Il colombiano ha inanellato una serie di prestazioni che sono riuscite addirittura a ricucire il rapporto con i caldi tifosi interisti, esasperati dalla brutta copia del Guarin dei bei tempi, ma sempre pronti a riaccoglierlo, nonostante tutto.

Ed oltre ad essere arrivati i gol, a Guarin è arrivata anche la personalità. Come dimenticare lo scontro verbale, da duro, con la propria tifoseria nel post-partita contro il Sassuolo, quando al contrario dell’esuberante compagno di squadra Icardi, pronto a mandare tutti a quel paese, lui reagì con rabbia alle critiche, ma affrontandole, perché lui il cuore ce lo stava mettendo davvero.

Ed incredibilmente Guarin da quella partita non si è più fermato, realizzando quattro reti in cinque partite tra Italia ed Europa. Ora Guarin, o il Guaro se volete, è riapparso. È tornato finalmente quello dell’era Stramaccioni, quando giocava bene e di tiri simili a saette, pronti a piazzarsi nell’angolino della porta ne realizzava a valanga. Oggi l’ultima delizia. Ritorno di Europa League, partita ferma sullo 0-0 e quando meno te lo aspetti ecco il bolide che si infila all’incrocio dei pali. È un Guarin cambiato e tanto. Talmente diverso da portarlo a rispondere con un secco ‘si!’ a chi gli chiede se questa sia diventata la sua Inter.

E come dargli torto, questa sembra davvero l’Inter del Guaro.

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