Continua il tour nelle Americhe per l’Italia del rugby. Dopo la sconfitta sul suolo argentino inferta dai Pumas, gli Azzurri sono approdati a San Josè, in California (a pochi chilometri dalla baia di Oakland dove urge una finale di basket di una certa importanza), dove sono riusciti a strappare la loro prima vittoria da quel lontano 26 settembre 2015 (Italia-Canda durante la fase a gironi della Coppa del Mondo), quando sulla panchina italiana sedeva ancora Jacques Brunel.
Sono trascorsi nove mesi e il testimone è passato, già da qualche settimana, all’Irlandese Conor O’Shea, la cui era si apre con una sconfitta di misura contro l’Argentina e una vittoria, di quasi altrettanta misura, sugli USA.

Disuniti, confusi e frastornati, non riusciamo a imporre il nostro gioco nella prima mezz’ora di gara. Ad approfittarne sono i nostri avversari che si portano sul 10 a 3 già al 20’ dopo un piazzato e una meta tecnica trasformata che punisce l’indisciplina azzurra. A farne le spese è Carlo Canna indotto dall’arbitro ad accomodarsi sulla panca dei puniti per 10 minuti, reo di un intercetto volontario che interrompe una meta praticamente già confezionata da parte degli Statunitensi.
Gli Azzurri rispondono al 31’ con una maul perfetta sviluppata da una touche sui 5 metri avversari che si arresta in aria di meta; McLean sbaglia la trasformazione, ma il sorpasso italiano giungerà all’ultimo giro di orologio del primo tempo, in occasione di una punizione guadagnata in mischia chiusa. Alla piazzola questa volta si presenta Canna che non tradisce. Si va a riposo sul 10 a 11.
Nella ripresa l’Italia è tutta un’altra squadra guidata da un monumentale Canna che firma un drop al 43’ e trasforma la seconda meta personale di Ornel Gega al 56’.
Al giro di boa del secondo tempo O’Shea rivoluziona la squadra in campo cambiando tutta la prima linea, una seconda linea, un flanker e, pochi minuti dopo, il mediano di mischia. Campo allora, rispettivamente, per Panico, Fabiani, Ceccarelli, Bernabò, l’esordiente Negri e Palazzani. Invece di portare freschezza in campo, i nuovi entrati portano solo inesperienza. Il risultato è la meta del rookie Tony Lamborn al 69’; MacGinty trasforma e porta i suoi sul – 1.
Il finale di partita è al cardiopalma: prima Canna si fa stoppare un calcio di liberazione nei nostri 22, anche se riuscirà a recuperare l’ovale e a farsi redimere guadagnandosi una punizione. Risaliamo il campo ma regaliamo la touche e il possesso agli avversari che però sono altrettanto pasticcioni e ci concedono un calcio di punizione al 79’. Canna converte e allunga di 4 lunghezze il punteggio.
Scade l’80’, l’arbitro fischia e decreta la fine del match. L’Italia espugna l’Avaya Stadium e sconfigge gli Usa 20 a 24. Appuntamento a domenica 26 giugno a Toronto contro il Canada per cercare di bissare il successo.

USA 20 – ITALIA 24 
USA: 15 Will Holder, 14 Taku Ngwenya (5′ Mike Te’o), 13 Thretton Palamo, 12 Shalom Suniula, 11 Blaine Scully, 10 AJ MacGinty, 9 Nate Augspurger, 8 Cam Dolan, 7 Todd Clever, 6 Andrew Durutalo, 5 Greg Peterson (22′ Tony Lamborn), 4 Nate Brakeley, 3 Chris Baumann (68′ Ben Tarr), 2 James Hilterbrand (54′ Joe Taufete’e), 1 Titi Lamositele (76′ Angus MacLellan) 
A disposizione: 16 Joe Taufete’e, 17 Ben Tarr, 18 Angus MacLellan, 19 Stephen Tomasin, 20 Harry Higgins, 21 Tony Lamborn, 22 Chad London, 23 Mike Te’o 
Italia: 15 Luke McLean, 14 Leonardo Sarto (5′ Giovanbattista Venditti), 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 David Odiete, 10 Carlo Canna, 9 Edoardo Gori (65′ Guglielmo Palazzani), 8 Andries Van Schalkwyk, 7 Simone Favaro, 6 Maxime Mbandà (62′ Sebastian Negri), 5 Marco Fuser, 4 Quintin Geldenhuys (57′ Valerio Bernabò), 3 Lorenzo Cittadini (57′ Pietro Ceccarelli), 2 Ornel Gega (57′ Oliviero Fabiani), 1 Andrea Lovotti (61′ Sami Panico) 
A disposizione: 16 Oliviero Fabiani, 17 Sami Panico, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Valerio Bernabò, 20 Sebastian Negri, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Tommaso Allan, 23 Giovanbattista Venditti 
Arbitro: Marius van der Westhuizen 
Marcatori: 12′ calcio di punizione MacGinty, 16′ calcio di punizione Canna, 22′ meta tecnica trasformazione MacGinty, 31′ meta Gega, 40′ calcio di punizione Canna, 44′ drop Canna, 51′ calcio di punizione MacGinty, 56′ meta Gega trasformazione Canna, 70′ meta Lamborn trasformazione MacGinty, 80′ calcio di punizione Canna.

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