Ecco in ordine cronologico i video delle azioni e delle imprese storiche degli azzurri dal volley. Alcune sono vere e proprie pietre miliari, altri video sono più recenti, ma altrettanto meritevoli di entrare già nella storia del meglio dei nostri ragazzi sul taraflex.

1) EUROPEI 1989, FINALE, Italia-Svezia
E’ l’anno in cui sulla panchina dell’Italvolley maschile arriva quello che si sarebbe poi rivelato uno dei più grandi tecnici di tutti i tempi, l’argentino Velasco. I risultati arrivarono subito e alla vigilia dell’Europeo 2015, ci fa ancora più piacere riproporre il primo oro vinto in questa competizione continentale contro i padroni di casa, la Svezia.
(da 4:30 a 6:33)

2) MONDIALI 1990, SEMIFINALE, Italia-Brasile
L’Italia è di nuovo quella della Generazione di Fenomeni guidata da Velasco. A farci da teatro è il Maracañazinho, ovvero il piccolo Maracanà a Rio de Janeiro. La semifinale ce la giochiamo proprio contro i padroni di casa, davanti a 27 mila spettatori verdeoro. E’ il 27 ottobre del 1990: Tofoli alza una veloce ad Andrea Lucchetta al tie break sul 14-13 per noi. Ecco quello che accadde:
(da 0:26 a 1:00)

3) MONDIALI 1990, FINALE, Italia-Cuba
Dopo aver superato il Brasile in semifinale, gli azzurri devono scontrarsi contro la nazionale più forte dell’epoca: Cuba, guidata da uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, Joel Despaigne. Al quarto set, il punteggio segna 14-15 per i nostri. Era l’epoca del cambio palla, Despaigne vanifica quindi ben 9 match ball per l’Italia, finché Lucchetta non inventa due difese spettacolari e Bernardi tira a tutto braccio sulla parte alta del muro cubano, mandando la palla laddove nessuno riuscì a difendere.
(da 0:38 a 6:37)

4) MONDIALI 1994, FINALE, Italia-Olanda
A quattro anni dalla pietra miliare scolpita a Rio, la Generazione di Fenomeni va ad Atene sempre guidata dallo stesso genio di Velasco. Sono gli anni della grande rivalità contro l’Olanda che 2 anni prima negò l’oro agli azzurri in occasione delle Olimpiadi. Ecco gli ultimi secondi del match che vedono Tofoli negare la strada all’opposto olandese con un grande muro e Cantagalli chiudere con una bomba in battuta.
(da 5:16 a 6:36)

5) EUROPEI 1995, FINALE, Italia-Olanda
Dopo tre ore di partita contro gli avversari di sempre, l’Olanda, gli azzurri conquistano nuovamente l’oro della competizione continentale. Lo spezzone inizia con un ventunenne Vigor Bovolenta, il Gigante del Polesine, venuto a mancare nel 2012 a seguito di un malore sul campo.
(da 6:05 a 7:46)

6) WORLD CUP 2008, QUALIFICAZIONI OLIMPICHE, Italia-Giappone
Si tratta di un vero e proprio miracolo compiuto dalla nazionale dell’epoca Anastasi. Sotto 17 a 24 per il Giappone, l’Italia vanifica tutti i match ball a disposizione dei padroni di casa e va a vincere la partita al tie break. Questo storico quarto set termina 35 a 33.

7) WORLD LEAGUE 2011, Italia-Cuba
Due ore e 15 minuti di partita in cui l’Italia di Berruto strappa un tie-break a Cuba, avanti 14-12. Con una gran prova di carattere, gli azzurri annullano tutti i match point dei cubani e vanno a vincere 18-16.

8) WORLD LEAGUE 2011, Italia-Bulgaria
L’Italia è sotto 11-5. Un certo Ivan Zaytsev, lo Zar, prende in mano la sua squadra e mette a segno 5 punti a fila.

9) WORLD LEAGUE 2014, Italia-Stati Uniti
La cresta bionda è la stessa vista nel video precedente, lo stesso “braccino leggero” che tre anni dopo si ripropone sempre in occasione della World League sotto queste vesti. Siamo avanti 2 set a 0, ma gli Stati Uniti stanno per chiudere a loro favore il terzo set, avanti 21-24. Ma non avevano fatto i conti con la furia bionda che in zona di battuta decidere di chiudere il match con 4 ace di fila. Video-motivatore consigliato prima di ogni partita.

10) WORLD CUP 2015, Italia-Russia
La chicca più recente ci viene regalata da un diciannovenne di Bolzano all’esordio con la nazionale. Sentiremo molto parlare di Simone Giannelli che in questo video ci fa sognare con un muro a uno su Dmitrij Muserskiy, noto per i suoi 218 centimetri e per la sua conseguente letalità pallavolistica.

Ma la pallavolo non è solo questione di rimonte miracolose, schiacciate potenti e muri da incorniciare. E’ anche emozione e una stretta al cuore quando a un mese dalla scomparsa del padre proprio in occasione del Bovo-Day nel 2012, il piccolo Alessandro Bovolenta di 7 anni entra in campo con la maglia del padre e va in battuta.