Advertisement

Minuto 53 di Pontedera-Barletta, partita giocata domenica 6 aprile per il turno numero 31 del campionato di Prima Divisione Lega Pro, girone B, punteggio di 3-0 per i padroni di casa: il capitano pugliese Fabrizio Di Bella insegue l’attaccante toscano Arrighini su una palla profonda e nel tentativo di salvare la rete si scontra con il portiere Luca Liverani. Impatto molto duro, attimi di paura per il centrale difensivo romano, che perde anche temporaneamente i sensi, resta a terra ed è costretto al cambio con Campagna: ricoverato presso il pronto soccorso locale, Di Bella è stato sottoposto agli esami del caso accompagnato da medico sociale e fisioterapista, salvo poi rientrare a casa con la squadra.

Fin qui è la storia di un brutto infortunio finito bene: però poi al fatto si aggiunge il “contorno”, in questo caso rappresentato da un video diffuso oggi dalla redazione online de Il Tirreno, in cui si sente un brutto coro, inneggiante alla morte del calciatore (“Devi morire, devi morire“) di quelli che purtroppo sentiamo troppo spesso sui campi di calcio italiani. Questa volta, però, stando a quanto riportato dal quotidiano toscano, a cantare sono stati i tifosi del Barletta presenti al “Mannucci”. La notizia è presto rimbalzata e commentata sui media nazionali. Pochi hanno però pensato a provare a contestualizzare l’accaduto: troppo semplice porgere la guancia al perbenismo e alla logica dei click, delle copie vendute e dell’audience. Si sbatte il mostro in prima pagina, si allega un video e amen: i diretti interessati hanno certamente sbagliato, e vien difficile parlare di mero folklore. C’è però da dire che i tifosi, gli stessi che hanno cantato il dimenticabile coro, si sono fermati non appena hanno inteso che il colpo subito da Di Bella fosse più grave del previsto, con annesso ingresso dell’ambulanza in campo.

E dire che a Barletta si sta organizzando la “giornata dell’orgoglio biancorosso“, un’adunata generale allo stadio “Puttilli” domenica prossima contro il Catanzaro, per dimostrare il sostegno di città e tifo a una squadra che in classifica ha conquistato la miseria di 21 punti in 31 giornate e ha un presidente, Roberto Tatò, dimissionario dal 30 giugno. Oggi pomeriggio è stato tempo di incontri in Comune tra gli attori-ahiloro-protagonisti dei fatti del “Mannucci”: chiarimenti e analisi dei fatti sono stati realizzati dal presidente Tatò, dal sindaco Cascella, dallo stesso Di Bella e dai tifosi del Gruppo Erotico 1987. Ora, dopo due giorni in copertina che tutti avrebbero voluto evitare, per la Barletta calcistica è tempo di tornare a meritare le prime pagine per il bello del calcio.