sportscoachradio.com

Un’importante notizia scuote il mondo del tennis in questo pomeriggio di metà giugno. Murray, infatti, ha annunciato il nome del “nuovo” allenatore: sarà l’ex campione Ivan Lendl, che aveva già assistito Andy tra il 2012 e il 2014, aiutandolo a vincere i due slam conquistati finora dallo scozzese (USOpen 2012 e Wimbledon 2013) e la medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra. Non è il primo caso di un ex campione che si mette (rimette in questo caso) in gioco decidendo di allenare un grande giocatore. Becker allena da qualche anno Djokovic, Edberg ha assistito nel 2014 e 2015 Federer che poi ha chiamato Ljubicic, il quale prima allenava Raonic, attualmente aiutato da Moyà mentre Chang collabora con Nishikori.

Ma chi è Lendl? Questo ex tennista ceco giocò dal 1979 al 1994 vincendo ben 144 titoli di cui otto slam. Fino a venerdì è stato anche il secondo giocatore come numero di vittorie, prima che Federer lo scavalcasse col successo numero 1072 ottenuto nel quarto della Mercedes Cup in corso a Stoccarda.
I suoi anni più ricchi di trionfi vanno dal 1983 al 1991. Nel terzo anno degli anni ottanta, infatti, Lendl conquista per la prima volta la testa del ranking pur non avendo ancora vinto alcuno Slam.
L’anno successivo colma la lacuna in modo molto sorprendente: a Parigi, infatti, riesce a rimontare due set McEnroe e a vincere 7-5 il quinto. Da ricordare che John non prende affatto bene la sconfitta ( eufemismo), non partecipando alla premiazione.

Nel 1985 conquista il secondo Slam, stavolta a New York, battendo ancora McEnroe in finale dopo aver avuto la meglio su Noah e Connors. Lendl termina l’anno trionfando al Master, superando Becker.
Nel 1986 fa il bis al Roland Garros e anche agli USOpen, perdendo, invece, in finale a Wimbledon.
L’anno successivo Lendl viene nuovamente sconfitto nell’ultimo atto dello Slam londinese ma si rifà a New York col terzo titolo, ottenuto senza perdere alcun set, sebbene avesse incontrato avversari importanti ( McEnroe nei quarti, Connors in semifinale, Wilander in finale). Anche per il 1987 mantiene la vetta del ranking per tutto l’anno, chiuso con l’ennesimo Master.
Nel 1988, nonostante le vittorie a Montecarlo e Roma, Ivan delude molto al Roland Garros, uscendo già ai quarti. Lendl fallisce ancora l’assalto a Wimbledon, perdendo contro Becker in semifinale. Stavolta non riesce a consolarsi con gli USOpen, dove viene sconfitto da Wilander in una equilibratissima finale, terminata dopo ben cinque ore. Come conseguenza, Lendl perde anche la vetta del ranking dopo ben centocinquantasette settimane. Termina male un anno decisamente negativo, venendo battuto nella finale del Master da Becker.
Lendl, però, inizia alla grande il 1989 vincendo il primo Australian Open e tornando primo nel ranking, posizione che terrà per altre ottanta settimane. Non fece altrettanto bene negli altri Slam: a Parigi esce agli ottavi in una memorabile sfida contro Chang, afflitto dai crampi, a Londra perde ancora contro Becker in semifinale mentre in America viene sconfitto in finale sempre dal tedesco.
Nel 1990 vince l’ultimo Slam, trionfando per la seconda volta a Melbourne. Per poter vincere finalmente Wimbledon decide di rinunciare al Roland Garros ma nemmeno stavolta riesce a colmare il buco nel suo palmares, fermato da Edberg in semifinale. A New York Lendl fa anche peggio, uscendo ai quarti per mano di un giovanissimo Sampras.
Il 1991 è l’ultimo anno ad alti livelli del ceco, che arriva in semifinale in Australia e in America, sconfitto da Becker e da Edberg.