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Simon Gerrans (OricaGreenEDGE), Alejadro Valverde (Movistar), Michal Kwiatkowski (OPQS), questo il podio della centesima Liegi-Bastogne-Liegi. Un australiano, uno spagnolo e un polacco. Vista così non si direbbe ma è stata una Liegi con tantissimo tricolore: Matteo Bono, Domenico Pozzovivo, Giampaolo Caruso, Vincenzo Nibali, Enrico Gasparotto, Damiano Cunego erano tutti nel gruppo dei migliori, su tutti ha brillato Caruso che la vittoria l’ha sfiorata.

Chi vince ha sempre ragione, dunque onore al merito di Simon Gerrans che ha battezzato la ruota giusta, la ruota di Alejandro Valverde ma non si dica che i nostri portacolori non ci hanno provato con tutte le loro forze. Matteo Bono (Lampre) splendido protagonista della fuga di giornata, strenuo difensore di un vantaggio che gli ha permesso di transitare per primo sulle più importanti cotes della Liegi, è stato riassorbito a venti chilometri dal traguardo. Nel gruppo dei migliori, protagonisti, Damiano Cunego (Lampre), Vincenzo Nibali (Astana), Enrico Gasparotto (Astana), Ivan Santaromita (BMC), ma soprattutto due scriccioli che ci hanno fatto saltare sul divano: Domenico Pozzovivo (FDJ) e Giampaolo Caruso (Katusha).

La corsa l’hanno fatta proprio loro, uno scintillante Pozzovivo ha provato ha fare la differenza più e più volte. Un primo tentativo, in compagnia di Julian Arredondo (Treck), con un vantaggio massimo di sedici secondi. Un secondo tentativo sulla cote degli italiani, la Côte de Saint Nicolas, con lui Giampaolo Caruso. Un leggero vantaggio, poi il riassorbimento. Ma in gruppo sono rimasti tutti i big, si studiano, Pozzovivo e Caruso anziché rassegnarsi mantengono il passo, guadagnano nuovamente terreno. Mentre i cuori degli appassionati battono all’unisono il traguardo si avvicina, sono all’ultimo chilometro. Il gruppo rinviene, Daniel Martin (Garmin-Sharp) raggiunge il tandem italiano, Pozzovivo perde la ruota di Caruso, lo rimpiazza Martin. Sono all’ultima curva, le urla del pubblico sono assordanti eppure riescono a distinguere il suono delle bici che rinvengono su di loro.

Ultima curva, la ruota posteriore di Martin scivola, il corridore irlandese è a terra ma Caruso continua a spingere sui pedali, vede il traguardo e sente il gruppo che respira sul suo collo. Arriva Valverde, lo supera Gerrans, dietro di loro Kwiatkowski. Giampaolo Caruso scuote la testa, alle sue spalle c’è Domenico Pozzovivo che compie lo stesso identico gesto. Pozzovivo e Caruso meritano un applauso e una puntualizzazione. Il lucano della FDJ è alla sua prima classica delle Ardenne, ha 31 anni, questa è una corsa perfetta per lui ma non ci resta che aspettare la prossima stagione. Certo dispiace che non averlo visto prima su queste cotes fra il Belgio e l’Olanda. Giampaolo Caruso, pedina fondamentale per Purito Rodriguez, ha avuto via libera dalla Katusha perché il suo capitano è stato costretto al ritiro. In una squadra ci sono delle gerarchie, come è giusto che sia, e Giampaolo Caruso ha tutte le carte per giocarsi la vittoria di corse come la Liegi ma lavora per il suo capitano. Che non si dica che il ciclismo italiano è in crisi perché abbiamo dei corridori fenomenali, forse mancano, piuttosto, dei team italiani in grado di farli gareggiare per vincere.

ORDINE D’ARRIVO

1 Simon GERRANS ORICA GREENEDGE 06:37:43
2 Alejandro VALVERDE MOVISTAR TEAM s.t.
3 Michal KWIATKOWSKI OMEGA PHARMA-QUICK STEP s.t.
4 Gianpaolo CARUSO TEAM KATUSHA s.t.
5 Domenico POZZOVIVO AG2R LA MONDIALE 00:00:03
6 Tom Jelte SLAGTER GARMIN – SHARP 00:00:03
7 Roman KREUZIGER TINKOFF-SAXO 00:00:03
8 Philippe GILBERT BMC RACING TEAM 00:00:03
9 Daniel MORENO FERNANDEZ TEAM KATUSHA 00:00:05
10 Romain BARDET AG2R LA MONDIALE 00:00:06