MARADONA

Diego Armando Maradona fu un genio assoluto del mondo del calcio. Le prodezze compiute con le maglie di Barcellona, Napoli o nazionale sono tante e grandiose, sarebbe impossibile citarle tutte. Ma c’è una partita che, su tutte, riassume le superbe qualità, nel bene e nel male, del Pibe de Oro.

Siamo ai Mondiali di Messico 1970, quelli che videro l’Italia campione in carica uscire mestamente agli ottavi di finale. Ai quarti, tra gli altri, spicca l’incontro tra la nazionale argentina e l’Inghilterra, in cui i rapporti sono già di per sé tesi politicamente per effetto della guerra delle Falkland.

Il clima è infuocato, fuori e in campo. Ma c’è un eroe che mette d’accordo tutti, con un uno-due nel giro di quattro minuti che non aveva e mai avrà eguali nella storia del calcio.

Dopo un primo tempo chiuso a reti bianche, dopo sei minuti nella ripresa, l’inglese Hodge alza erroneamente nella propria area di rigore un pallone a campanile. Si fionda Maradona, colpendo la palla e insaccandola nella rete. Gol di testa? No, gol di mano. È la mano de Dios, come lui stesso disse a fine incontro. L’arbitro tunisino non si accorse di nulla, gli argentini festeggiarono e passarono in vantaggio tra lo sbigottimento generale.

Passarono appena quattro minuti e, da un gesto caratterizzato dal poco fairplay, a quello che è stato eletto come gol più bello del secolo. Maradona ricevette il pallone dal suo compagno di squadra Hector Enrique e cominciò, ancor prima della linea di centrocampo, la sua cavalcata vincente, che lo portò a scartare mezza squadra avversaria prima di battere il portiere Shilton. Apoteosi, standing ovation!

Vedere quelle immagini mette i brividi ancora oggi, perciò vi lasciano con gli highlights di quell’incontro che consentì all’Argentina di qualificarsi alla semifinale del torneo messicano, che alla fine si aggiudicò laureandosi per la seconda volta nella storia Campione del Mondo.