kiplagat

Si sono disputate quest’oggi le maratone di Roma e Milano, due delle più prestigiose 42.125 metri in programma nel nostro Paese: nella capitale è trionfo etiope, nella metropoli meneghina è doppietta keniana.

È stata la pioggia la compagna costante degli atleti di scena alla 25^ Maratona di Roma. Al maschile la selezione arriva ben prima del previsto, soprattutto a causa delle avverse condizioni atmosferiche: dopo appena dieci chilometri percorsi, dunque, in testa si forma un gruppo di dieci corridori, tutti africani.

Dopo tre quarti di gara, arriva il forcing definitivo di Tebalu Zawude Heyi, che lascia la compagnia degli altri e tutto solo si invola verso la meritata vittoria. È di 2h08’47” il tempo del vincitore, seguito dai suoi connazionali Tesa Workneh, secondo a 40″, e Amsalu, terzo a 1’16”. Si ritira anzitempo l’italiano più atteso, Daniele Meucci.

Monologo anche al femminile grazie a Kebede Mergetu Aleme, che dopo trenta chilometri stacca la connazionale Kebede Mergetu Aleme e, chiudendo in 2h22’52”, va a prendersi il prestigioso successo a soli ventidue anni, migliorando oltretutto il record della corsa di oltre un minuto.

Se l’Etiopia conquista Roma, il Kenya si prende Milano. La nazione del Corno d’Africa monopolizza la gara maschile con quattro atleti ai primi quattro posti dell’ordine d’arrivo:  a vincere è Titus Ekiru con il tempo di 2:04:46, col secondo classificato, Evans Chebet Kiplagat, giunto dopo due minuti e mezzo, mentre il terzo, Edwin Koech Kipnegetich, arriva addirittura a quasi quattro minuti.

Miglior bianco, nonché miglior europeo e miglior italiano, è Stefano La Rosa, settimo a 9’30”, seguito da Alessandro Giacobazzi, mentre chiude la top ten a oltre un quarto d’ora c’è Salvatore Gambino.

Mattatrice della prova femminile è Vivian Kiplagat Jerono, che chiude in 2:22:25e rifila la bellezza di dieci minuti alla seconda classificata, la connazionale Joan Kigen Jepchirchir. La croata Nikolina Sustic è la migliore delle europee, quarta, mentre in top ten figurano anche le italiane Elisabetta Iavarone ed Elisabetta Manenti, entrambe ad oltre venti minuti.

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