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Claudio Marchisio lascia il calcio giocato. A 33 anni, l’ex centrocampista della Juventus decide di appendere le scarpe al chiodo e indice una conferenza stampa nella città in cui è nato ed in cui è stato consacrato sportivamente, Torino.

Avrebbe potuto dare ancora molto al mondo del pallone, ma i continui infortuni in cui è occorso negli ultimi anni gli hanno impedito di trovare continuità. Così, due anni fa, la scelta di abbandonare la squadra che ha sempre amato, la Juventus, con la quale ha collezionato 269 presenze, mettendo a segno anche 33 reti.

Poi, una flebile esperienza allo Zenit San Pietroburgo, anch’essa minata da problemi fisici. Sembrava fosse fatto l’accordo con il Monaco per provare a ripartire, invece è arrivata la decisione definitiva di dire basta, una scelta “ponderata e difficile”.

la voglia di proseguire l’avventura nel mondo del calcio non è mai venuta meno, ma, afferma l’ormai ex calciatore, bisogna essere realisti e fare i conti con la realtà, che è quella di non poter più garantire un alto livello di prestazioni.

Il rimpianto più grande? Ovviamente la mancata vittoria in Champions e l’Europeo con la Nazionale nel 2012, mentre l’anno più importante è stato, paradossalmente, quello in Serie B, momento in cui ha compreso che “il mio sogno si stava realizzando. “Di gol ne scelgo due: quello all’Inter nel 2009, stupendo e importante, e il primo allo Stadium”.

“Avevo fatto una promessa al bambino che sognava di diventare calciatore. Avrei continuato a giocare fino a quando, mettendomi in campo, avessi sentito la meraviglia del sogno che si stava avverando”. Esordisce così Marchisio nel suo lungo post d’addio rilasciato sul suo profilo instagram, concluso con un eloquente “Grazie sogno! Perché mi hai dato forza, coraggio, successo e soprattutto reso felice”.

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