L’uomo del giorno è Paulo “La Joya” Dybala, sempre più protagonista in Serie A. Lunedì sera, a In serie A L’uomo del giorno è Paulo “La Joya” Dybala, sempre più protagonista. Lunedì sera contro il Genoa, ha fatto due cose veramente notevoli: il gol con tiro “(rag)girante” al culmine di uno slalom travolgente, e il tocco con cui si è liberato di un difensore su palla spiovente. Prestazione straordinaria, che fa scattare le classiche domande: a chi assomiglia? Dove può arrivare?

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Finora i paragoni più frequenti sono stati con Pastore e col “Kun” Aguero, qualcuno lo ha avvicinato a Montella, e nella rete al Genoa si intravede qualcosa di Del Piero e Robben, ma il riferimento più opportuno è Leo Messi. I due hanno strutture fisiche diverse – Dybala è più alto, da piccolo non ha sofferto di deficit di crescita –, però il minimo comune denominatore si chiama tecnica nella velocità o velocità nella tecnica, due facce della stessa medaglia. Nel calcio del Duemila non basta possedere talento, un attaccante deve resistere ai picchi della sua corsa col pallone tra i piedi, restare il più possibile “oltre soglia” quando libera la sua arte. Come Ronaldo il Fenomeno segnava differenze incolmabili tra sé e i difensori migliori, così agiscono oggi Messi e Cristiano Ronaldo. Per quel che si è visto finora, Dybala si muove sullo stesso terreno.

Il ct Antonio Conte ha fatto visita a molti club di Serie A, gli mancano, tuttavia, alcune squadre per terminare il tour di presentazione come nuovo selezionatore della Nazionale. Presto l’ex allenatore della Juve volerà a Palermo ma il viaggio non sarà solamente di cortesia. Conte è intenzionato a incontrare Paulo Dybala per chiedergli se è disponibile a essere convocato nell’Italia. Domanda cruciale: Dybala accetterà la chiamata di Conte?

La domanda è lecita in quanto Dybala è prima di tutto argentino, è nato e cresciuto calcisticamente in Argentina. Ma proprio l’Argentina, fino a ora, l’ha ignorato. Solo due convocazioni nell’Under 17 e una nell’Under 20. Lui ha in tasca sia il passaporto italiano (la nonna era originaria della provincia di Napoli) sia quello pdella Polonia. C’è qualche formalità burocratico da fare, ma la sua convocazione, qualora accettasse, sarebbe praticamente immediata. Anche perché la Polonia si è defilata: “Dybala è bravissimo, ma non ci interessa, siamo una federazione seria e non naturalizziamo i giocatori degli altri. Puntiamo sui nostri giovani, gente che sa cantare l’inno“, ha detto Boniek, ora presidente della federcalcio polacca.

Queste parole devono far riflettere su se e quanto possa servire Dybala alla nazionale di Conte: non rischia, forse, di rubare spazio a giovani come, per esempio, Berardi? La questione è anche un’altra, ossia se a Dybala convenga di più puntare di più sulla nazionale azzurra o su quella argentina, che, però, finora come detto non l’ha tenuto in considerazione.

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