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La squadra di cui si parla di più, al momento, in questi play-off NBA è senza dubbio la franchigia dei Los Angeles Clippers. Non se ne parla tanto per le sue prestazioni sul parquet, anche se è in ottima forma e in vantaggio 2-1 nella serie contro Golden State Warriors (si sta giocando gara 4 in queste ore), ma per le roventi dichiarazioni fatte dal suo proprietario Donald Sterling.

Il magnate si sarebbe reso protagonista di alcune affermazioni, dal tono razzista, in cui confida alla sua fidanzata di non volerla più vedere accompagnata da gente di colore e di non invitarli più alle partite della sua squadra.

Il commento, ancora da verificare poiché è in corso un’inchiesta da parte dell’NBA, è stato intercettato dal sito di gossip Tmz e ha velocemente fatto il giro del globo. Pronte le proteste di molte personalità USA, in primis quelle del Presidente Obama che ha dichiarato: “Quando la gente ignorante decide di rendere pubblica la propria ignoranza non c’è davvero nulla da fare, si può solo lasciarli parlare“, poi Michael Jordan: “Sono assolutamente disgustato dal fatto che il proprietario di una squadra possa avere opinioni così malate e offensive” e infine Magic Johnson che ha affermato sul suo profilo twitter di non voler mai più assistere a una partita dei Clippers fino a che Sterling sarà il proprietario.

I giocatori dei Clippers, tra cui figurano DeAndre Jordan e Chris Paul, che è anche presidente dell’associazione giocatori NBA, hanno mostrato sui social e ai media che l’episodio non è stato per niente gradito ed erano addirittura intenzionati a boicottare gara 4 contro i Warriors.

Alla fine, però, hanno deciso di giocare ma di rendere pubblica la loro protesta: durante il riscaldamento pre partita si sono riuniti al centro del campo, si sono tolti le canotte con la scritta Los Angeles Clippers le hanno gettate per terra e hanno condotto il riscaldamento con delle semplici maglie rosse senza alcuna scritta che richiamasse alla franchigia. Ecco il video del riscaldamento Clippers.