Harrison Barnes

5) Kristaps Porzingis (New York Knicks)

L’Unicorno, com’è stato definito da Kevin Durant per via della sua unicità nel panorama NBA, si fa notare ancora una volta per una poderosa putback slam. Già adesso il lettone è uno tra i giocatori più pericolosi della lega a rimbalzo d’attacco: il futuro è dalla sua parte, o almeno questa è la legittima speranza di ogni tifoso dei Knicks.

4) Kenneth Faried (Denver Nuggets)

Il compagno di squadra del nostro Danilo Gallinari neutralizza in modo spettacolare il tentativo di schiacciata di Bradley Beal, mettendo in mostra tutto l’atletismo e l’attitudine difensiva di cui dispone: pur in una stagione piena zeppa di alti e bassi, Faried rimane senz’ombra di dubbio una delle colonne dei Nuggets, a meno che la franchigia del Colorado non voglia stravolgere il proprio roster nell’imminente futuro.

3) Jrue Holiday (New Orleans Pelicans)

Nella sfida tra due delle formazioni più disastrate in tutta la NBA, a brillare maggiormente non è tanto Anthony Davis (comunque autore di una doppia doppia da 20+16) quanto il meno acclamato Jrue Holiday. Il playmaker ex-Philadephia 76ers sembra finalmente sulla via del pieno recupero dopo due anni nei quali è stato tormentato dagli infortuni: nonostante rischi seriamente di perdere palla a una manciata di secondi dal termine, alla fine il prodotto di UCLA riesce contro ogni pronostico a siglare il canestro della vittoria con un forzatissimo tiro in fade-away.

2) Damian Lillard (Portland Trail Blazers)

La seconda mancata convocazione di fila per l’All-Star Game (nel 2015 era poi stato chiamato come sostituto dal commissioner Adam Silver) non dev’essere stata accettata di buon grado dalla guardia nativa di Oakland. Il numero 0 fa letteralmente a fette la difesa degli Charlotte Hornets e punisce con una tremenda schiacciata l’indecisione difensiva di Tyler “Psycho T” Hansbrough.

1) Harrison Barnes (Golden State Warriors)

Con l’inaspettata rimonta dei 76ers, a togliere le castagne dal fuoco non sono i soliti Splash Brothers (peraltro autori complessivamente di 55 punti) bensì l’ex-North Carolina Harrison Barnes. Il classe 1992 si dimostra glaciale sull’assist di Draymond Green, facendosi trovare da solo nell’angolo e mettendo a segno la tripla che consegna la vittoria ai Warriors.