Jamal Crawford

5) Ish Smith / Nerlens Noel (Philadelphia 76ers)

Il playmaker ex-Pelicans e il lungo nativo del Massachusetts orchestrano una micidiale ripartenza per due punti di puro spettacolo: il repentino assist da metà campo viene sfruttato nel migliore dei modi da Noel, che chiude l’alley-oop con una terrificante schiacciata in testa a Robin Lopez. Non sono certo i mezzi atletici a mancare all’ex-Kentucky, attualmente al centro di una spinosa vicenda che l’avrebbe visto autore di alcune minacce di morte all’indirizzo del suo vecchio padrone di casa.

4) Kawhi Leonard (San Antonio Spurs)

Qualora il prodotto di San Diego State si dovesse confermare – come in quest’ultima occasione – glaciale nei momenti clutch, il futuro della NBA potrebbe davvero essere nelle sue (smisurate) mani. Con il punteggio fermo sull’86-86 e con 6.7 secondi sul cronometro, Leonard riceve palla in post sulla rimessa e realizza il canestro della vittoria, il tutto senza lasciar trasparire la minima emozione.

3) DeMarcus Cousins (Sacramento Kings)

Talvolta l’impressionante talento offensivo dell’uomo-franchigia dei Kings è semplicemente troppo vasto per essere tenuto a bada. Ne sa qualcosa Mason Plumlee, che si fa trovare impreparato sulla penetrazione del numero 15 e finisce col concedergli una schiacciata da urlo: una giocata resa possibile grazie alle crescente pericolosità dall’arco di Cousins, ulteriore arma aggiunta al proprio arsenale.

2) Josh Richardson (Miami Heat)

Il sorprendente rookie dei floridiani – 13.1 punti in 30.9 minuti di impiego medio nell’ultimo mese – si fa notare nuovamente per la sua abilità innata nell’attaccare il canestro. Stavolta a farne le spese è Bobby Portis Jr, il quale non può fare niente per contrastare la schiacciata di Richardson: i veterani degli Heat gradiscono decisamente la giocata, non potendo quasi credere ai loro occhi.

1) Jamal Crawford (Los Angeles Clippers)

Passano gli anni ma la guardia originaria di Seattle non si smentisce mai. Con tutti i titolari lasciati a riposo, tocca a lui sobbarcarsi la responsabilità del tiro decisivo: il due volte Sesto Uomo dell’Anno (2010 & 2014) sfrutta l’esperienza accumulata nel corso delle sue 16 stagioni NBA creando un mismatch con Derrick Favors, per poi siglare la tripla della vittoria a soli 2 decimi di secondo dal termine della contesa.

Loading...