Mirza Teletovic

5) Hassan Whiteside (Miami Heat)

Terrificante schiacciata del centro ex-Kings: Whiteside si fa trovare pronto sul suggerimento di Luol Deng e converte l’alley-oop in maniera violentissima. Non c’è niente da fare né per il suo avversario diretto, Tyler “Psycho T” Hansbrough, né per l’accorrente Courtney Lee: alla fine però a ridere saranno proprio gli Hornets, vittoriosi per 109-106.

4) Victor Oladipo (Orlando Magic)

Il prodotto di Indiana si rende protagonista di un superbo gesto atletico ai danni di Will Barton, non certo l’ultimo arrivato in tema di schiacciate nonostante la sua prestazione deludente nel recente Slam Dunk Contest: dopo che Evan Fournier si fa sorprendere dal taglio dell’ala dei Nuggets, a proteggere il canestro arriva all’improvviso Oladipo, che rispedisce al mittente il tentativo del numero 5 avversario.

3) LeBron James (Cleveland Cavaliers)

Mai lasciare spazio in campo aperto al nativo di Akron: lo imparano a proprie spese gli Utah Jazz, che perdono palla in modo sciagurato con Joe Ingles e innescano così il contropiede dei Cavaliers. Come suo solito, il buon JR Smith è leggermente impreciso nell’alzare l’alley-oop a James, il quale è però eccezionale nel raccogliere il passaggio a mezz’aria e a inchiodare due punti di pura potenza.

2) Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder)

Ennesima dimostrazione di onnipotenza cestistica da parte dell’ex-UCLA, sebbene in occasione della gara vinta sul campo dei derelitti Philadelphia 76ers. Westbrook brucia sul tempo la “difesa” dei padroni di casa e posterizza brutalmente Jerami Grant: una giocata certamente gradita anche al pubblico del Wells Fargo Center, che dimostra il proprio apprezzamento con un boato.

1) Mirza Teletovic (Phoenix Suns)

I Suns raccolgono la 19esima vittoria della loro disastrata stagione grazie ad una magia di Mirza Teletovic, che risolve la sfida con i Minnesota Timberwolves con una splendida tripla allo scadere dei regolamentari. Col punteggio in parità, il bosniaco riceve palla dalla rimessa e lascia partire una parabola altissima che incontra solamente la retina: a nulla vale la pur valida difesa di Karl-Anthony Towns.

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