Russell Westbrook

5) Kawhi Leonard (San Antonio Spurs)

Primo possesso di gara-1 tra le mura amiche dell’At&t Center di San Antonio: il due volte miglior difensore della NBA si libera in scioltezza della marcatura di Kevin Durant e si esibisce in una spettacolare schiacciata “Statue of Liberty” degna del miglior James Worthy. Il canestro di Leonard è solamente l’anticipazione della eccezionale performance balistica messa in piedi dagli Spurs per il resto della gara.

4) Andrew Bogut (Golden State Warriors)

Un’altra gara-1, un’altra giocata da urlo. Stavolta a far alzare gli spettatori dai loro seggiolini è il centro australiano, autore di una magnifica stoppata ai danni di Mason Plumlee, giocatore rivelazione del primo turno. L’ex-Brooklyn pensa di avere vita facile contro il chiaramente poco atletico Bogut, che però dimostra ancora una volta il perché della sua presenza nel roster dei campioni in carica.

3) Kawhi Leonard (San Antonio Spurs)

Il numero 2 dei texani si rende nuovamente protagonista di una sensazionale schiacciata. Gli attori sono gli stessi dell’episodio precedente: Durant non riesce ad opporsi alla penetrazione dell’ex-San Diego State, il quale punisce di nuovo l’indecisione di Steven Adams, in questo caso poco reattivo nel mettere una pezza sulla disattenzione di KD: un raro errore da parte del giocatore chiave per il passaggio del turno dei Thunder.

2) Al-Farouq Aminu (Portland Trail Blazers)

L’ala di nobilissime origini – discendente di una casa reale nigeriana – sembra aver finalmente trovato la propria giusta collocazione nella NBA, dopo le esperienze con fortune alterne tra Clippers, Hornets/Pelicans e Mavericks. La sua pericolosità dalla lunga distanza (3.2 triple a partita con il 55% nella serie contro gli Warriors) gli permette di cogliere di sorpresa Harrison Barnes e di puntare dritto a canestro, dove stavolta Bogut può fare ben poco.

1) Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder)

Passano gli anni ma la filosofia riguardante il prodotto di UCLA non cambia di una virgola: o lo ami o lo odi. Raramente in un giocatore è coesistita una tale capacità di prendere una decisione scellerata quanto di realizzare una giocata ai limiti dell’assurdo. Tuttavia, nella serie vinta contro gli Spurs a prendere il sopravvento è stata decisamente la parte buona: la grandiosa putback slam messa a segno nel finale di gara-3, seppur inutile ai fini del risultato finale, è una cartolina perfetta delle sue incredibili capacità.

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