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Battuta infelice. Cesare Prandelli ha ben presto capito l’errore commesso nei confronti di Domenico Criscito, non tanto per la mancata convocazione, e relativa comunicazione, quanto per la battuta ad hoc sviscerata (“Non mi pare di aver lasciato a casa Maldini o Cabrini…”) nei giorni scorsi. Ieri infatti, in occasione della prima conferenza stampa in quel di Coverciano, la rettifica, secondo quanto ripreso dal sito ufficiale della Federazione: “Mi scuso con Criscito per aver fatto una battuta infelice”.

I milioni di commissari tecnici che da sempre assiepano il nostro paese, e fra cui anche il sottoscritto, ovviamente vi si ritrova, avranno condiviso il gesto chiarificatore, ma sicuramente continuano e continueranno a criticare (nel bene e/o nel male) le scelte del nostro ct. La finale, magari una vittoria, la quinta stella: riferimenti ‘prandelliani’ o voli pindarici cui soltanto la truppa azzurra può dare un riscontro oggettivo.
Social networks. Un usus ormai comune, quotidiano, in alcuni casi sfrenato, a cui i giocatori (così come noi semplici mortali) si rendono ‘dipendenti’ e a cui delegano il racconto delle loro vicende, sportive e non. “Per quanto riguarda l’utilizzo dei social network durante il Mondiale ne parlerò con i ragazzi nella riunione tecnica del pomeriggio. Mi piace responsabilizzare la squadra e condividere una scelta”, ha commentato Prandelli.

Apertura o chiusura il capitolo socials tiene banco, seppur smussato, quanto quello del codice etico. Però il divieto di comunicazione pare una strada che Federazione e cittì non batteranno con particolare insistenza, consapevoli del fatto che i nostri ragazzi, fra tensione mondiale e condizioni climatiche ‘impegnative’, avranno il loro bel da fare.