Daniele Verde, classe 1996, uomo partita oggi a Cagliari.

Di Bruno ce n’è uno e viene da Nettuno“, amano dire i tifosi giallorossi. Bruno, ça va sans dire, è Bruno Conti, “Marazico“, grande idolo dei romanisti prima da giocatore, poi da simbolo di una romanità difficile da spiegare a chi non ne è permeato dalla testa ai piedi. Oggi il campione del mondo del 1982 è il responsabile del settore giovanile della Roma, uno dei vivai più prolifici del calcio italiano, che ha lanciato su palcoscenici importanti tantissimi talenti protagonisti oggi negli stadi di tutto il Paese.

Ultimo in ordine di tempo Daniele Verde, napoletano classe 1996, che con i suoi assist ha permesso oggi alla squadra di Rudi Garcia di espugnare il San’Elia di Cagliari. Lo scugnizzo, prelevato da Conti nel 2010 dal Pigna Calcio, è stato la spina nel fianco della difesa dei sardi grazie ad una velocità e ad una capacità di dribbling invidiabili e soprattutto a due assist decisivi, il primo dei quali sublime, alla Totti: uno scavetto molto intelligente che ha chiuso l’uno-due con Ljajic, permettendo al serbo di concludere a rete solo davanti a Brkic.

Verde non era però l’unico diciottenne in campo con la maglia giallorossa. Insieme a lui, subentrato nella ripresa, c’era Antonio Sanabria, paraguaiano cresciuto nel settore giovanile del Barcellona e portato in Italia l’anno scorso da Walter Sabatini, che l’aveva parcheggiato al Sassuolo al termine di un’operazione di mercato da 4,9 milioni più altri 7 di bonus. Cifra che insieme all’attenzione rivolta dal dirigente umbro e da Conti ai giovani di ogni parte del mondo testimonia una forte volontà della società giallorossa di costruire una squadra capace di imporsi ad alti livelli non solo nell’immediato ma anche e soprattutto nel futuro.

Un futuro che si prospetta roseo anche per Leandro Paredes, argentino ex Boca classe ’94, un vecchietto in confronto ai due compagni. Suo il gol che ha chiuso la partita e spento le velleità degli uomini di Zola, sue le potenzialità da centrocampista totale che piacciono tanto agli allenatori moderni: sa coprire, sa impostare, sa inserirsi negli spazi. Se saprà mantenere le promesse, potrà senza dubbio ritagliarsi uno spazio importante nel centrocampo giallorosso già da questo finale di stagione.

Linea verde di nome e di fatto, insomma, per Rudi Garcia. Il francese ha avuto ragione rispetto alle critiche di chi riteneva troppo precipitoso l’inserimento in prima squadra del giovane esterno napoletano e ha potuto contare finalmente sull’apporto dei due giovani sudamericani, che sembrano poter confermare le attese di chi li ha ricevuti in città come campioni annunciati. E insieme a loro, il popolo giallorosso aspetta ancora di scoprire il turco Ucan e il giovane Adamo, altri ragazzini terribili della scuderia della Roma, una squadra competitiva e futuribile.

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