Old school contro nouvelle vague, la metropoli contro la città, la squadra che segna più mete in Champions Cup contro la squadra che ne subisce meno, diversi come la birra e lo champagne, uguali nella voglia di vincere, che sia una prima volta o che sia la prima volta dopo 14 anni di delusioni. Al City Ground di Nottingham si disputa la seconda semifinale di questa edizione della Champions Cup 2015/2016: Leicester TigersRacing 92.

Proprio come la prima semifinale, anche la seconda si apre con una marcatura pesante nei primi minuti di gioco. Dopo 120 secondi, Joe Rokocoko beffa le guardie in un punto d’incontro, brucia 20 metri di campo e porta i suoi in zona punti. Il Racing vuole ora andare per il concreto, passando da una serie di raccogli e vai, l’ultimo dei quali, condotto dal capitano Maxime Machenaud, si arresta oltre la linea di meta. Dan Carter – in lizza come miglior giocatore europeo dell’anno – trasforma aggiungendo ulteriori 2 punti al parziale. Il primo quarto d’ora di gioco è un vero e proprio monologo ciel et blanc: 15 minuti in cui il pallone è stato monopolizzato dalla squadra parigina, dominante nel possesso e nel territorio, nonostante gli errori di Goosen dalla piazzola al 10’ e di Carter al drop al 14’. Al 21’, proprio quando il Leicester sembra aver preso un po’ di confidenza, Dom Barrow è pigro a rotolare via da un punto d’incontro e concede a Carter la chance di portare i suoi oltre il break. Il Neozelandese non tradisce, Racing avanti 10 a 0. Gli Inglesi si scuotono al 27’ punendo la malizia dello stesso Carter in una ruck. E’ un rigore quello di Burns che non può sbagliare, arrivano i primi 3 punti anche per il Leicester, bandiere Tigers al vento al City Ground per i primi squilli di ripresa. Ciononostante è una difesa competente quella del Racing che sale aggressiva e corre si dei rischi, ma sono tutti calcolati, togliendo spazio alla manovra dei Tigers che non riescono a muovere il tabellino se non al 37’ quando in una situazione di gioco rotto gli Inglesi rubano un prezioso pallone in un punto d’incontro, calcio di punizione chiaramente in arrivo e segnalato da Nigel Owens. Alla piazzola si presenta il neoentrato Owen Williams che accorcia le distanze di 3 lunghezze. Primo tempo che sembrerebbe terminare sul punteggio di 6 a 10 per il Racing, ma Dan Barrow regala nuovamente a Carter il calcio di punizione del +7 che punisce l’indisciplina della seconda linea inglese. A inizio ripresa i Tigers ribadiscono la loro superiorità in mischia chiusa, guadagnandosi un calcio di punizione al 44’. Williams fa 2 su 2 dalla piazzola e mette in cascina ulteriori 3 punti. Passano 10 minuti e arriva però la rivincita parigina in mischia chiusa in due occasioni, la seconda delle quali è premiata da Carter con i 3 punti, Leicester 9, Racing 16. Si sono svegliati ora i Tigers che giocano bene ma sono troppo farraginosi e commettono degli errori di handling oggettivamente evitabili e al 60’ rischiano di essere puniti dalla meta di Goosen. Nigel Owens ferma tutto e chiama il TMO che segnala un passaggio in avanti a inizio azione. Si salva così il Leicester, ma i Parigini rimangono in assoluto controllo della gara, soprattutto dopo il calcio del +10 di Goosen al 73’ che porta il Racing oltre il break. La lancette volano e l’esito della partita sembrerebbe scritto, ma i Tigers hanno ancora qualcosa da dire e trovano un’inaspettata meta con Veainu a pochi giri di orologio dal termine del match. Williams trasforma velocemente e fa 16 a 19. Ci sarebbe un’ultima chance per gli Inglesi a tempo scaduto di risalire il campo dai propri 22 e di provare a vincere la partita, ma è una montagna troppa alta da scalare, persino per la squadra di Richard Cockerill che cede di fronte a questo Racing. Per Leicester, intesa come città, l’occasione di entrare nell’Olimpo dello sport è affidata ai Foxes di Ranieri che stanno letteralmente volando e sognano la Premier League, quanto per il Racing, il 14 maggio a Lione dovrà vedersela contro i Saracens ancora imbattuti quest’anno in Champions Cup, in una finalissima tutta da vivere.


LEICESTER TIGERS 16 – RACING 92 19
Arbitro: Nigel Owens
Leicester Tigers: 15 Mathew Tait, 14 Telusa Veainu, 13 Peter Betham, 12 Manu Tuilagi, 11 Vereniki Goneva, 10 Freddie Burns, 9 Ben Youngs, 8 Opeti Fonua, 7 Lachlan McCaffrey, 6 Mike Fitzgerald, 5 Graham Kitchener, 4 Dom Barrow, 3 Dan Cole, 2 Harry Thacker, 1 Marcos Ayerza
A disposizione: 16 Greg Bateman, 17 Logovi’i Mulipola, 18 Fraser Balmain, 19 Ed Slater, 20 Tom Croft, 21 Sam Harrison, 22 Owen Williams, 23 Adam Thompstone
Racing 92: 15 Brice Dulin, 14 Joe Rokocoko, 13 Johan Goosen, 12 Alexandre Dumoulin, 11 Juan Imhoff, 10 Dan Carter, 9 Maxime Machenaud, 8 Chris Masoe, 7 Bernard Le Roux, 6 Wenceslas Lauret, 5 Francois van der Merwe, 4 Luke Charteris, 3 Ben Tameifuna, 2 Virgile Lacombe, 1 Eddy Ben Arous
A disposizione: 16 Camille Chat, 17 Khatchik Vartanov, 18 Luc Ducalcon, 19 Manuel Carizza, 20 Antonie Claassen, 21 Mike Phillips, 22 Rémi Talès, 23 Louis Dupichot
Marcatori: 3′ meta Machenaud trasformazione Carter, 22′ calcio di punizione Carter, 28′ calcio di punizione Burns, 38′ calcio di punizione Williams, 40′ calcio di punizione Carter, 44′ calcio di punizione Williams, 50′ calcio di punizione Carter, 74′ calcio di punizione Goosen, 80′ meta Veainu trasformazione Williams

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