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Doveva essere il suo Campionato Mondiale e Dominik Paris non si è fatto pregare: sulla pista di Are, lo sciatore azzurro si è issato sul tetto del mondo, conquistando una bellissima medaglia d’oro nel SuperG.

Era il favorito, dall’alto delle tre vittorie ottenute in Coppa del Mondo in stagione a Bormio e a Kitzbuhel. Era il favorito e ha dimostrato di saper reggere la pressione, sbaragliando la concorrenza nonostante, dopo la sua prova, scuotesse il capo come a dire di non essere proprio contento della sua manche.

Invece nessuno è stato in grado di batterlo: con il tempo di 1:24.20, è suo il titolo iridato della specialità, a dodici anni dal trionfo sulla stessa pista di Patrick Staudacher, ora parte dello staff tecnico azzurro e quindi al servizio di Paris. Per lui è la seconda medaglia ad un campionato mondiale dopo quella conquistata a Schladmig nel 2013, ma di gran lunga si tratta della più importante.

Secondo posto ex aequo per il francese Johan Clarey, che a 38 anni diventa il più anziano medagliato in una rassegna iridata di sci alpino, e Vincent Kriechmayr, che con Paris condivideva il ruolo di favorito della vigilia. Quarto posto per un altro azzurro, un deluso Christoph Innerhofer, che ha commentato: “Fare quarto è come fare ventesimo”.

“È davvero un anno magico”, le prime parole rilasciate ai media da Dominik Paris dopo la consapevolezza di aver raggiunto il tanto agognato traguardo. Sceso con il pettorale numero tre, ha dovuto attendere quasi trenta discese prima di poter esultare, conscio che era possibile far meglio, ma le condizioni di scarsa visibilità non potevano permettere di scendere sotto al tempo fatto registrare.

L’oro di Paris va a bissare l’argento ottenuto da Sofia Goggia nella giornata di ieri. Un grande inizio di Mondiale, dunque, per il clan azzurro di scena in Svezia.

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