La Scozia si muove verso una scossa indipendentista che vorrebbe portare una delle nazioni attualmente facente parte della Gran Bretagna alla formazione di uno stato completamente autonomo. L’argomento tocca alcuni sport, come ad esempio il tennis che vede la partecipazione della Gran Bretagna alla Coppa Davis, ma non il calcio. La nazionale scozzese, pur senza grandi traguardi raggiunti, esiste.

Il movimento calcio in Scozia esiste da sempre, o quasi. Da quando il gioco più bello del mondo è stato inventato, da quegli inglesi che hanno, tra una cosa e l’altra, colonizzato anche la Scozia. La prima partita la nazionale scozzese l’ha giocata proprio contro l’Inghilterra, nel 1872. Anche se qualcuno ritiene che ve ne fosse stata una due anni prima, ma non ci sono testimonianze sufficienti a dire chi possa avere ragione. La prima partita della Scozia fu solo il primo atto di 111 confronti con l’Inghilterra. Con il vicino che ha l’erba sempre più verde. E la nazionale sempre un po’ più forte.

Oggi una parte della Scozia vorrebbe andare oltre quello 0-0 con i cugini maturato 140 anni fa. Quel pareggio scialbo e privo di emozioni, che sancì l’inizio della storia di una nazionale antica e gloriosa. Magari poco vincente, ma la gloria non deriva solo da lì. La storia la fanno anche 7 club che si riuniscono in associazione nel 1873, quando negli altri paesi ancora si chiedevano cosa fosse il gioco del calcio. La vittoria del Celtic in Champions League, le oltre 140.000 persone che praticano il calcio in Scozia e la bellezza di un paese che oggi deve decidere se essere indipendente o meno.

Nel calcio la Scozia è già indipendente da tempo. Anzi, ha fatto scuola nel mondo. Ha partecipato alla fondazione dell’UEFA, e prima ancora dell’IFAB, la prima associazione internazionale calcistica. Ha dato al mondo del calcio gente come Law o Ferguson. E ora la Scozia è pronta a scrivere la propria Storia, a decidere in che direzione andare. Ma nel calcio è già Storia.

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