Si è concluso due giorni fa il centotredicesimo campionato di Serie A, il numero 83 a girone unico. Tante, come ad ogni stagione, le piacevoli rivelazioni e le grosse delusioni. E’ stato l’anno della rivincita di Allegri e di una Juventus schiacciasassi (4^ volta consecutiva campione d’Italia), di una stratosferica Lazio, delle piacevoli Palermo , Sassuolo ed Empoli, ma anche delle deludenti Roma, Napoli e – andando più in fondo – Milan, Inter e soprattutto Cagliari, che saluta la Serie A dopo 10 stagioni ad alto livello.

Importanti anche le novità a livello di singoli. Non si possono non menzionare la continuità di un sempreverde Luca Toni, capocannoniere di A più anziano della storia (superato Hubner) assieme al talento Mauro Icardi, genio e vivacità dell’Inter di Roberto Mancini, la consacrazione di Tevez, il ritorno di Eto’o o l’esplosione della coppia Vazquez – Dybala, gioielli rosanero. Da incorniciare anche le stagioni dei vari Berardi, Tonelli e Rugani, gioielli di Sassuolo ed Empoli: per loro le porte dell’azzurro cominciano a spalancarsi con sempre maggior convinzione.

Queste, di seguito, le nostre pagelle sulla stagione delle 20 squadre della Serie A 2014/15. Valutazioni che tengono conto non solo di quanto visto in campionato ma anche, laddove possibile, in Coppa Italia ed in Europa.

Atalanta – Una salvezza sofferta, giunta più per demeriti altrui che per meriti propri. Non è stata un’annata facile per gli Orobici, partiti per una tranquilla salvezza ma con lo scopo di migliorare il precedente 11° posto. Il discusso cambio Colantuono-Reja servirà quel tanto che basta a togliere la squadra dai guai, grazie anche al risveglio di Pinilla e soprattutto German Denis, a cui l’appuntamento col gol mancava da più di un anno. Per una prossima stagione con meno patemi serviranno correttivi importanti. Bene Sportiello. Voto: 6

Cagliari – Comincia male l’Era Giulini in Sardegna. Fallito il progetto Zeman, i sardi sono crollati come un castello di sabbia: difensori come Ceppitelli, Benedetti (poi ceduto al Bari), Balzano (pupillo del Boemo dai tempi di Pescara) non si sono rivelati all’altezza della A, cosi come le punte Farias, Cop ed il centrocampista Mpoku. Alcuni di loro giocatori anche dai piedi buoni, ma forse ancora troppo acerbi. Il solo Sau (7 gol per lui) purtroppo non basta. A nulla è servito il cambio prima con Zola (con la squadra comunque ancora salva) e poi con Gianluca Festa. Troppa confusione. Voto: 4,5

Cesena – Ci hanno provato fin quando era possibile e nel limite delle proprie possibilità, questo è poco ma sicuro. Tanto cuore, tanta grinta ma anche troppa fragilità per il Cesena di Bisoli e Di Carlo. Il cambio in panca sempre riaccendere prepotentemente le speranze di salvezza, coi romagnoli che ad un certo punto avrebbero una media da Europa League e sfiorano l’impresa a San Siro contro l’Inter. Da li in poi, pochi altri sussulti: belle partite contro Lazio, Juventus e Roma che però fanno da contraltare con la sconfitta interna contro il Chievo ed il pareggio-condanna contro l’Atalanta. Carbonero e Defrel, comunque, meriterebbero una chance in A anche nella prossima stagione. Voto: 5

Chievo Verona – Altra gran bella salvezza, con la solita concretezza di sempre. L’avvio con Corini spaventa un po’ tutti, poi ci pensa Rolando Maran a rimettere le cose apposto. Ed i Mussi Volanti ritornano a sorprendere tutti, che si chiamino Verona, Napoli, Cesena, Lazio, Milan o Genoa. Punti pesanti, per una permanenza ampiamente meritata. Ancora un ottima annata per Paloschi, 9 gol in campionato per lui. Voto: 6

Empoli – E’ la rivelazione del campionato, senza se e senza ma. Il capolavoro firmato Sarri è stato semplicemente fantastico. Come rendere una neopromossa imbottita di giovani speranze una squadra di ragazzini terribili e con un calcio propositivo? Chiedetelo all’ex Pescara. E prendete appunti, perchè presto finirà in una grande. Data da tutti per spacciata ad inizio torneo, si salva con largo anticipo prendendosi il ‘lusso’ di frenare verso il finale di stagione. Peccato solo per i troppi pareggi (ben 18), che se tramutati in vittorie avrebbero dato ai toscani una classifica ben più importante. Rugani e Tonelli in formato Nazionale, Saponara ritrovato, Tavano e Maccarone che continuano a segnare, sognare e far sognare: cosa volere di più? Voto: 7

Fiorentina – Stagione discreta per la Viola, nonostante le mille difficoltà incontrate durante l’arco di stagione. E’ ancora quarto posto per il terzo anno di fila, piazzamento ottenuto dopo una lunga rincorsa e grazie al decisivo crollo finale del Napoli. I Montella boys continuano a stazionare su alti livelli, e nelle coppe si fa ancora strada: in Coppa Italia si esce in semifinale contro la Juventus (in maniera del tutto rocambolesca, a onor del vero), in Europa League si esce – dopo aver domato Tottenham, Roma e Dinamo Kiev – contro uno straripante Siviglia, poi indiscusso vincitore (e ormai padre padrone) della seconda competizione UEFA per club. Cedere Cuadrado per Salah si è rivelata una mossa azzeccata, Mario Gomez ancora non riesce ad essere incisivo come ci si aspetterebbe: avrà ancora possibilità? Aspettando Rossi… Voto: 7

Genoa – Un annata da Oscar, ma con epilogo alla Hitchkok. Ebbene si, il Genoa-bis di Giampiero Gasperini, Iago Falque, Perin, Perotti e Lestienne l’anno prossimo non giocherà in Europa League nonostante il 6° posto finale. Tutta colpa della mancata concessione della Licenza UEFA alla società presieduta da Enrico Preziosi, e di una gestione del caso francamente imbarazzante: incredibile l’assenza – peraltro dell’ultim’ora – dell’arbitro che avrebbe dovuto tutelare le velleità della società rossoblù. Una parentesi che ha rovinato un cammino splendido: 16 vittorie, 11 pareggi, 11 sconfitte, è il quarto miglior piazzamento della squadra dal dopoguerra ad oggi. Da notare l’esplosione di un giocatore come Niang, fantasma a Milanello ma rinato sotto la lanterna. I big (Perin su tutti), invece, cosa faranno? Resteranno o cercheranno l’Europa altrove? A Sampdoria (per dirla alla Ferrero), intanto, ringraziano. Voto: 7,5

Inter – Una stagione di assestamento, con un finale di campionato che lascia ben sperare per il futuro. Non sarà Europa per la Beneamata, ma a Roberto Mancini sicuramente bisogna riconoscere la bravura nell’aver ricompattato lentamente un gruppo che con Mazzarri pareva allo sbando. Una squadra discontinua durante l’arco del torneo. L’ottavo posto, fatte queste premesse, non è un risultato da buttare: e se a Genova fossero stati convalidati i due gol di Icardi… Gia, Icardi. E’ lui l’anima dell’Inter, i ventidue gol messi a segno sono un messaggio chiaro a tutti, anche ai suoi detrattori. Se Thorir ha davvero intenzione di riportare in alto in nerazzurri, non potrà non ripartire da lui. Non sarà facile reperire Top Player senza competizioni europee, ma l’esperienza internazionale del tecnico marchigiano aiuterà. Yaya Tourè a quanto pare non arriverà, ma guai ad abbattersi. Voto: 6+

Juventus – Una stagione (quasi) perfetta. Ci mettiamo davanti il quasi perché da giocare c’è una finale di Champions League contro il Barcellona, a Berlino. In estate l’addio di Conte avrebbe tramortito anche un toro, ma non loro, non i 31 (o 33, che dir si voglia) volte campioni d’Italia. Dell’arrivo di Allegri (che rivincita la sua dopo i guai del Milan!) pare non essersi accorto nessuno: Tevez e compagni continuano a vincere e convincere, e agli scetticismi iniziali fa seguito una dose sempre più massiccia di coraggio. Quella stessa caratteristica che permetterà alla Juve di fare strada anche in Champions. Passata la paura della fase a gironi, con Dortmund, Monaco e Real Madrid i bianconeri fanno la voce grossa e sbancano. Come dimenticare, poi, l’impresa di Firenze in Coppa Italia? Uno 0-3 da grande squadra, con carattere e personalità a domicilio di uno dei più grandi rivali di sempre. Per ora è soltanto double (Scudetto e Coppa Italia, non accadeva dal 1995) e col Barcellona sarà durissima. Ma la palla e rotonda, e chi vince sabato fa triplete. Buffon, Chiellini, Bonucci, Lichsteiner, Evra, Vidal, Pogba, Pirlo, Marchisio, Tevez, Morata: segnatevi questa formazione, potrebbe entrare nella storia, e non solo del calcio italiano. Voto: 9.

Lazio – Una stagione da incorniciare. Quello praticato da Pioli è probabilmente il calcio più bello della stagione, per una Champions meritata. E, qualora ci fosse bisogno di ulteriori dimostrazioni, si va a battere al San Paolo per la seconda volta in stagione il Napoli. Giusto per mettere a tacere qualche mugugno emerso dopo la sconfitta nel Derby. Partiti per centrare un semplice piazzamento in Europa League, i biancocelesti il prossimo agosto si ritroveranno invece al tavolo con le più forti d’Europa. Un giusto riconoscimento non solo per un grande gruppo (Klose, Basta, Candreva, Felipe Anderson, Parolo e Djordjevic fondamentali) ma anche per un allenatore forse troppo sottovalutato rispetto a quelle che sono le sue vere potenzialità. Stefano Pioli, dopo la sventurata ultima stagione bolognese, non avrebbe potuto chiedere di meglio. E peccato per com’è andata in finale di Coppa Italia: il doppio palo preso dal numero 9 laziale è li che trema ancora. Voto: 8

Milan – Ancora una stagione da dimenticare. Inzaghi nuovo Guardiola? Macchè. Ma le colpe del fallimento rossonero non sono nemmeno da ricercare nell’ex attaccante, quanto piuttosto nella inesistenza di un progetto tecnico e societario degno di una società come il Milan. I 16 gol messi a segno da Menez e le parate (ma anche le papere…) dell’ex Real Diego Lopez non sono sufficienti ad evitare un deludente decimo posto finale. Delusioni Cerci, Destro (appena 3 gol, meno dei 5 segnati a Roma) e soprattutto Fernando Torres: scomodato a parametro zero dal Chelsea, metterà a segno soltanto un gol in rossonero, nella trasferta di Empoli. Milan mai in corsa per un posto in Europa, campionato anonimo come non si vedeva da tempo. Voto: 5

Napoli – Altra grossa delusione. La partita del San Paolo contro la Lazio? Uno specchio fedele della stagione azzurra. La squadra non appare indebolita rispetto allo scorso anno, ma il passo falso nei preliminari di Champions rovina già in partenza la stagione. L’avvio in campionato è blando, ma a dicembre ecco il colpo di scena: i partenopei battono ai rigori la Juventus e si aggiudicano la Supercoppa Italiana, la seconda dopo quella del 1990. La squadra riprende a decollare, la Champions sembra ad un passo, ma ecco giungere un nuovo calo. Silenzio stampa, si riparte, Napoli nuovamente vittorioso in campionato ed in semifinale di Europa League, e già dato da tutti a Varsavia. Il resto? Storia dei nostri giorni. Benitez lascia, mesto quinto posto e con un altra squadra azzurra in finale: il Dnipro, che al Siviglia darà non poco filo da torcere, pur perdendo poi 3-2. Insomma, stagione comunque soddisfacente nelle coppe (mai cosi in alto da 26 anni), ma al di sotto delle aspettative in campionato. Voto: 6-

Palermo – Un ritorno in A coi fiocchi per gli uomini di Iachini. Ben 49 i punti totalizzati, con uno dei migliori attacchi del torneo ma anche una delle difese più perforate. Quello dei rosanero resta comunque un calcio propositivo ed effervescente, con Vazquez e Dybala gioielli in vetrina ed in odore di nazionale. Chi l’avrebbe mai detto dopo i soli 3 punti realizzati in 6 giornate! “Sono diventato vecchio, adesso ci penso bene prima di esonerare ancora” aveva detto Zamparini dopo alcune prestazioni negative. I fatti gli hanno dato ragione. Ripartirà la giostra Palermitana come ai bei tempi di Miccoli? Voto: 6,5

Parma – Una stagione grottesca, da dividere in due tronconi: quello del fallimento e quello del post-fallimento. La prima è sicuramente da cancellare. Non solo per la mancata licenza UEFA, i guai finanziari di Ghirardi e la cessione dei pezzi più pregiati della squadra, ma anche per il pessimo andamento dei gialloblù in campionato, sicuramente al di sotto di quelle che sarebbero le potenzialità della squadra di Donadoni. Dopo la cacciata di Manenti, ecco che la squadra crociata tira fuori tutta la grinta e l’orgoglio sin li messa da parte: una serie di prestazioni confortanti ed incredibili exploit (vedi vittoria in casa contro la Juventus) fanno addirittura pensare ad una incredibile possibilità di salvezza per il Parma. Ma i successivi sei punti di penalizzazione e la breve durata della favola sul campo danno il colpo di grazia, spedendo prima del previsto gli emiliani in B. Scendere in campo con la paura addosso e non sapere quale destino ti attende non è mai una notizia piacevole per chi il calcio lo fa di professione, ed è encomiabile l’atteggiamento di Lucarelli e compagni nell’onorare il tutto fino in fondo. Da bollino rosso l’abbandono della nave da parte di Cassano e Paletta. Lotte e bracci di ferro con AIC e Figc, appelli per salvare la società da quello che appare un inevitabile fallimento: basteranno? Voto: 3 (pre-fallimento), 6 politico (post-fallimento).

Roma – Doveva essere l’anno dello scudetto, quello dove i giallorossi di Garcia avrebbero dovuto spiccare il volo. E invece…nulla di tutto questo. Ad incidere, molto verosimilmente, i tonfi di Torino (sponda Juventus)e soprattutto in casa dal Bayern: in particolare da quel 1-7 casalingo, i giallorossi cambiano radicalmente atteggiamento. Da squadra gagliarda e offensiva, gli uomini del mister francese si rintanano sempre di più. Perso lo smalto iniziale, una serie di pareggi allontanano non solo la Roma dalla vetta, ma l’avvicinano paurosamente alle inseguitrici Lazio, Fiorentina e Napoli. Pericolo poi scampato, ma solo alla penultima giornata e grazie al 2-1 del derby. E’ Champions diretta per il secondo anno di fila, ma quanta fatica. Deludente anche il cammino nelle coppe: se in Champions l’eliminazione all’ultima giornata può considerarsi comunque onorevole (ma, anche qui, è stata la stessa Roma a farsi del male, vedi trasferta di Mosca), in Europa League l’eliminazione arriva dopo un inopinato 0-3 interno subito dalla Fiorentina. Seguirà l’inevitabile contestazione. “Arrivederci all’anno prossimo” – appunto. Voto: 6,5

Sampdoria – Alla fine Mihajlovic il miracolo è riuscito ugualmente a farlo. Dalla salvezza dello scorso anno all’Europa League: fortuna che il calo del finale di campionato non ha inciso sul sogno europeo dei blucerchiati. Gli arrivi di Muriel e di Eto’o – nel bene e nel male – sono riusciti a bilanciare la partenza di Manolo Gabbiadini al Napoli, garantendo al momento giusto quella necessaria dose d’esperienza per risolvere incontri apparentemente ostici: uno su tutti, la trasferta di Bergamo, vinta per 2-1. Importanti anche i contributi di gente come Eder (Nazionale meritatissima), Soriano, Obiang e soprattutto Stefano Okaka, almeno per quanto riguarda la prima parte di torneo. Una squadra cosi – capace di giocare soprattutto durante l’andata con un’intensità come pochi – l’Europa League l’avrebbe meritata anche senza il caso Genoa. Ma, si sa, un po’ di fortuna non guasta mai. Ferrero può andare (ancora) sotto la curva. Voto: 7+

Sassuolo – Seconda salvezza di fila per gli uomini di Di Francesco, e questa volta con meno patemi d’animo del previsto. I neroverdi hanno più confidenza con la massima serie e si vede. Ancora una volta è l’anno nel segno di Zaza e Berardi, rispettivamente 11 e 15 gol a testa. In soldoni, in due sono poco più della metà dei gol totali messi a segno dai modenesi. Voto: 6+

Torino – Avrebbe dovuto crederci di più, il Toro. Anche quest’anno l’Europa League – malgrado il triplice impegno e con un po’ più di attenzione – avrebbe potuto essere stata raggiunta. Pensare alle incredibili sconfitte del girone di ritorno contro Empoli, Milan e Genoa fa male, molto male. Qualche punto in più avrebbe permesso a Quagliarella e compagni di spodestare dal trono la Samp. La stagione, comunque, resta ricca di soddisfazioni: si batte dopo vent’anni l’odiata Juventus, in Europa League si esce agli ottavi dopo aver fatto la storia a Bilbao e soltanto per un gol di differenza (e tanta, tantissima sfortuna) nel doppio confronto contro il forte Zenit San Pietroburgo. Glik è sempre più leader della squadra di Ventura, importante riscatto per Maxi Lopez dopo la parentesi infelice al Chievo Verona. Anche lui ha contribuito alla buona stagione dei granata, con 9 gol. Voto: 7-

Udinese – Senza infamia e senza lode. Per Stramaccioni avrebbe potuto essere l’occasione giusta per riscattarsi dopo l’agrodolce parentesi con l’Inter. Tutto rimandato alla prossima stagione. Niente Europa per i friulani, ma forse si intravede l’alba di un nuovo progetto tecnico. E nuovi calciatori da rivendere al miglior offerente, come Allan, per poi ritornare come sempre a caccia di nuovi talenti. Anche perchè, il leggendario Di Natale (ha superato Baggio…) non è per sempre. Voto: 6

Verona – Difficile, quasi impossibile, tentare di ripetere la splendida cavalcata della scorsa stagione. Via Iturbe e Romulo, gli scaligeri sono tornati alla ‘normalità’: una squadra compatta e con carattere, ma anche con alcune gravi carenze. Una su tutte la difesa, una delle più perforate del torneo (65 reti subite) nonostante giocatori del calibro di Moras, Marquez o Sala. Fortuna che a mettere questi limiti in secondo piano ci pensi Luca Toni: 22 gol in campionato, capocannoniere del torneo, bomber più prolifico dell’Hellas in Serie A (superati Mascetti ed Elkjaer). Tutto questo nel trentennale dello scudetto di Bagnoli. Se rendesse cosi anche l’anno prossimo, è giusto che possa ancora aspirare ad un posto in nazionale. Ci si aspettava qualcosa in più, invece, da Saviola. Per Mandorlini sarà ancora Serie A, ma con Bigon (Sogliano va via). Voto: 6

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