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Abbiamo dovuto attendere diciassette lunghi giorni al Giro 100 per assistere ad una vittoria italiana (Vincenzo Nibali nella tappa regina di Bormio Bormio). Al Tour de France 2017, invece, arriva alla quinta frazione il capolavoro firmato da Fabio Aru: il sardo dell’Astana stacca tutti sul primo arrivo in salita della Grande Boucle, quello di La Planche des belles filles, e taglia il traguardo in solitaria mettendo in bella mostra la maglia di campione italiano conquistata appena dieci giorni fa.

Una salita che si colora d’azzurro, ancora una volta, quella sulla catena dei Vosgi: affrontata per la prima volta nel 2012 (primo Chris Froome) fu scalata una seconda volta due anni più tardi e ad imporsi fu proprio lo Squalo dello Stretto, anch’egli con la maglia tricolore addosso. Quel simbolo del titolo nazionale ci porta bene, dunque, dal momento che Aru si rende protagonista di una fase finale di tappa semplicemente splendida, a dimostrazione del suo grande stato di forma.

La Sky fa il ritmo nella prima parte di salita, ma quando mancano poco meno di tre chilometri all’arrivo scatta il Cavaliere dei Quattro Mori e non ce n’è per nessuno. Prova Froome in persona a limitare i danni, ma il frullatore non fa il suo lavoro e così, senza l’apporto degli altri compagni, non riesce a chiudere sul corridore di casa nostra, che dopo tappe a Giro e Vuelta ne conquista una speciale anche al Tour.

Un’affermazione che significa tanto perché rilancia le ambizioni di Aru per la classifica generale: la maglia gialla è già sulle spalle di Froome, ma lui è in terza posizione, a soli 14″ dalla leadership e soprattutto è davanti a coloro che pagano sulle prime pendenze, a cominciare da Alberto Contador, che chiude a 26″, e soprattutto Nairo Quintana, che accusa 34″. Siamo soltanto alla quinta tappa, ma si prevede un grande spettacolo in questa 104^ edizione della Grande Boucle.

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