Valentina Diouf simbolo del nuovo volley italiano, nonché di un Paese, forse ‘nuovo’ anch’esso, che intende aprirsi maggiormente ai sogni e alle speranze, nonostante tutto. Nata ventuno anni fa da padre senegalese e madre italiana, è fiera di una essere un’icona nell’era della globalizzazione.

Gioca nel ruolo di schiacciatrice ed opposto nella Futura Volley Busto Arsizio e passa il tempo libero come le sue coetanee: ascolta musica e legge. A ciò ci aggiunge la meditazione, fondamentale per affrontare l’ansia pre-gara. Tra le sue passioni troviamo anche la moda. Insomma, una giovane campionessa ‘normale’ che, tra impegni sportivi di primo livello, in primis il mondiale, sa destreggiarsi benissimo nella vita di tutti i giorni, senza dimenticare la propria giovinezza e le passioni che vanno oltre il volley.

La pallavolo italiana ha appena visto sfumare il sogno mondiale: al Forum di Assago, nel match di ieri, le azzurre perdono per 3-1 con la Cina che conquista così la sospirata finale. Le italiane entrano in gara troppo tardi e non riescono nella ‘remuntada’. Il terzo set vede protagonista un gruppo più affiatato e grintoso rispetto alle prime due trance di gioco: il ct Bonitta schiera sotto rete entrambe gli opposti, Diouf (che sigla cinque ace) e Centoni che chiudono con ben 15 punti a testa.

La prova di Valentina Diouf è stata ampiamente superata, certo, ma resta il rammarico sul fatto che questa nazionale avrebbe potuto fare di più, sin da subito, e avere la meglio sulla compagine cinese, senz’altro forte e agguerrita.

Tuttavia, proprio facendo riferimento alla grande prova della Diouf, e di poche altre, è possibile continuare a sperare nel volley nostrano. Le basi e gli ottimi presupposti ci sono, eccome.

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